Celebrazioni leonardiane. Intervista a Roberta Barsanti

I 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci non sono solo un proliferare di iniziative, mostre, convegni, ma anche di pubblicazioni editoriali preziose come IL GLOSSARIO LEONARDIANO NOMENCLATURA DELL’ANATOMIA NEI DISEGNI DELLA COLLEZIONE REALE DI WINDSOR (ED.LEO S.OLSCHKI), che è stato presentato nei giorni scorsi a Vinci nel Museo Leonardiano. L’assessore alle Attività culturali del comune toscano che diede i natali a Leonardo, Paolo Santini ha evidenziato che “gli studi e la ricerca su Leonardo da Vinci non termineranno mai, e poter mettere dei punti fermi nella riflessione sulla sua opera è un grande merito e privilegio. Con la presentazione del Glossario leonardiano dedicato allo studio della Nomenclatura dell’anatomia nel Corpus dei disegni anatomici di Windsor, a cura di Rosa Piro, è un punto fermo e segue altri due glossari promossi a cura della Biblioteca Leonardiana, il Glossario della Nomenclatura delle macchine dei Codici di Madrid e Atlantico e l’altro dedicato alla Nomenclatura dell’ottica e della prospettiva nei Codici di Francia”.

Abbiamo intervistato Roberta Barsanti, direttrice della Biblioteca Leonardiana e del Museo Leonardiano, sul valore di questa iniziativa editoriale.

” I contenuti di questo Glossario trovano esito non solo nella forma a stampa ma anche nel loro inserimento nell’archivio digitale e-Leo. Un archivio digitale di storia della tecnica e della scienza, strumento particolarmente efficace per evidenziare le molteplici connessioni interdisciplinari dei lemmi utilizzati da Leonardo.”

-Gli studi anatomici di Leonardo hanno avuto in passato anche dei collegamenti scolastici. Dunque le nuove generazioni apprendono ancora oggi dagli studi di Leonardo?

” Certamente l’interesse per gli studi anatomici di Leonardo in passato si è manifestato nelle attività della Biblioteca Leonardiana anche nell’organizzazione della scuola estiva IL CORPO UMANO TRA ARTE E SCIENZA NEL RINASCIMENTO: SEZIONARE, OSSERVARE, DESCRIVERE, ILLUSTRARE, mentre nel Museo Leonardiano di Vinci, è stata allestita una sezione dedicata agli studi anatomici di Leonardo”.

-Dunque il Glossario ha una valenza non solo scientifica ma anche linguistica?

“Si era proprio necessario del Glossario curato da Rosa Piro, perchè evidenzia una mediazione di termini dalla trattatistica medievale in lingua latina e volgare e dalle traduzioni in lingua latina di Galeno. Leonardo si definiva “omo sanza lettere”, ovvero senza formazione umanistica che prevedeva la conoscenza del latino, ma non incapace di trovare le parole per esprimere il proprio pensiero: “l’ho tanti vocavoli nella mia lingua materna, ch’io m’ho piuttosto da doler del bene intendere le cose che del mancamento delle parole colle quali io possa bene esprimere il concetto della mente mia! (Codice Windsor)”.

-Dunque un linguaggio originale per l’anatomia, la disciplina scientifica, a cui Leonardo rimarrà affascinato?

“L’intento di divulgare i suoi studi anatomici attraverso la scrittura di un trattato lo porta inevitabilmente ad insistere sulla ricerca linguistica, così da ottenere precisione ed efficiacia in ogni denominazione,espressione e descrizione. L’anatomia, disciplina descrittiva, si fonda sulla pratica della dissezione nella quale un ruolo fondamentale è giocato dall’abile mano del dissettore e dall’occhio di colui che interpreta gli esiti di una indagine attenta e minuziosa. Ricerca, occhio e amore per il copro. In particolare l’immagine risulta avere un ruolo preminente per la restituzionedella conoscenza del corpo umano alla quale collabora tuttavia la parola: “Adunque è necessario figurare e descrivere”, due azioni essenziali per Leonardo per fermare sulla carta osservazioni non facilmente ripetibili, la cui forza espressiva viene affidata ad un perfetto connubio fra parola e immagine”.

Il Glossario Leonardiano con oltre 500 termini costituisce un ulteriore e significativo avanzamento per la conoscenza degli studi anatomici di Leonardo, delle sue fonti medico anatomiche nel contesto più generale della sua lingua e della globalità della sua opera.

PAOLO MONTANARI

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