Intervista a Francesco Izzo, curatore del saggio IL CATALOGO E’ QUESTO! presentato al Castello Sforzesco di Milano

E’ in libreria il saggio curato da Francesco Izzo, dal titolo IL CATALOGO E’ QUESTO! (EDITORE LEO S. OLSCCHKI). Il volume è stato recentemente presentato nella Sala della Balla del castello Sforzesco di Milano. Il saggio rientra nelle pubblicazioni degli Amici di Leonardo Sciascia,
SMARA, che in sanscrito significa sia tanto amore sia memoria, si ama qualcuno perchè lo si ricorda. Per questo amare significa non riuscire a dimenticare, un volto, un gesto, una luce. Gli Amici di Leonardo Sciascia con una collana dedicata al grande scrittore siciliano, vogliono compiere una operazione culturale ben precisa. Ora Francesco Izzo ha voluto curare questo prezioso volume IL CATALOGO E’ QUESTO!

-Prof. Izzo che significato ha questo titolo e il contenuto del libro?

“C’è uno scambio quasi del tutto sconosciuto di lettere, e diverse ne mancano, tra il senese Mino Maccari e il siciliano Leonardo Sciascia, in un arco di tempo che va dall’aprile 1969 al settembre 1978. Ci sono poi le pagine del DIARIO inedito di Maccari, dove il nome SCIASICA ricorre undici volte in 11 anni. E non manca il coup de theatre: dall’archivio privato di uno degli amici palermitani di Sciascia, trapiantati a Milano, salta fuori una scatola con disegni e materiale di cui non si sapeva nulla. Le carte ritrovate aiutano a ripercorrere l’amicizia spumeggiante tra due eretici ed eccentrici narratori del nostro Novecento”.

-Ma perchè la pubblicazione di questo saggio?

“Nel 2019 cadono trent’anni dalla morte di entrambi. Dovessimo incidere un epitaffio per Maccari, da accostare idealmente al noto “Contraddisse e si contraddisse” che avrebbe potuto essere quello di Sciascia, non ci sentiremmo di scrivere “Divertiva e si divertiva” perché, osserva Sciascia nel 1969 “sotto le apparenze divertite , sotto una fantasia che sembra ilare, c’è nelle cose di Maccari qualcosa di simile al pena di vivere così di Pirandello”. Il senso della trappola, lo smarrimento della creatura di fronte allo specchio, di fronte alla natura, di fronte al destino. Ancor prima del valore del carteggio abbiamo riscoperto due personaggi della cultura italiana che sono stati rivoluzionari a modo loro, con intelligenza, arguzia e provocazioni”.

A CURA DI PAOLO MONTANARI

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