Ricci: “Avanti tutta con la nuova questura all’ex Intendenza di Finanza”

Il sindaco in consiglio: trovati 6 milioni e 200mila euro dal Demanio per soluzione storica, tornare indietro sarebbe grave errore

 

PESARO – Matteo Ricci tira dritto sulla nuova questura all’ex Intendenza di Finanza: «Sarebbe un grave errore non solo tornare indietro, ma anche rallentare. Anzi: dobbiamo fare in modo che l’operazione vada avanti il più velocemente possibile».

Il sindaco lo dice in consiglio comunale, intervenendo sulla mozione presentata da Anna Renzoni (Fi). Incalzando: «Quante chiacchiere sono state fatte? Quanti ministri dell’Interno di tutti i partiti sono venuti qui a promettere che si sarebbe fatta la nuova questura con finanziamenti nuovi? Vogliamo andare avanti così o finalmente vogliamo realizzarla?». Oggi la differenza, ribadisce Ricci, è che «il Demanio ha individuato un bene. E grazie alla nostra insistenza ha deciso di investire sei milioni e 200mila euro per farla all’ex Intendenza di Finanza. Vogliamo ripartire dall’inizio? Da quando si pensava alla questura fuori dal centro e i sindacati di polizia, anche quelli che non fanno politica, erano contrari? O dalla pantomima su via Lamarmora? O dalle battaglie con il ministero della Difesa per farci dare un pezzo della caserma? Possiamo riprendere da lì oppure, con pragmatismo, fare quello che all’epoca abbiamo deciso con l’ex prefetto Visconti». Tradotto: «C’erano quattro milioni del Demanio da utilizzare per Pesaro: abbiamo scelto di riqualificare un contenitore spento del centro e mettere tutto il comparto sicurezza nella piazza della città». I fondi sono poi aumentati di altri due milioni e «abbiamo innescato, con Provincia e Invimit, un’operazione che consentirà all’amministrazione provinciale di portare quello che c’è in via Flacco su via Bruno. Che a sua volta andrà nell’ex intendenza di Finanza: nelle condizioni date è il massimo risultato che si poteva ottenere». Sottolinea il sindaco: «Si sta facendo il progetto, stiamo discutendo con commercianti e Soprintendenza per gestire la fase transitoria senza disagi per i negozi». Quindi, le repliche: «Pericolo terrorismo perché ci sono i negozi sotto l’ex Intendenza di Finanza? Ma andare al Caffè Barrier, al Corso, sotto la prefettura, è atto che crea insicurezza rispetto al terrorismo della città?». Insiste Ricci: «Sarebbe grave tornare indietro: cosa facciamo, perdiamo quelle risorse? E riscriviamo poi le mozioni all’infinito per dire che serve la questura? Che, tra l’altro, va fatta in un bene del Demanio: lo si è detto più volte». Sulla sicurezza: «Che Pesaro sia oggi una delle città più sicure, in base ai reati, non lo dice il sindaco, né il prefetto. Sono parole del ministro Salvini, pronunciate lo scorso 27 dicembre». Ricci aggiunge che «sui furti negli appartamenti e lo spaccio di droga, anche se siamo sotto la media nazionale, la guardia deve restare alta». Così come «i temi legati alla criminalità organizzata necessitano, da parte delle istituzioni, la massima attenzione». Detto questo, «noi dobbiamo continuare a fare la nostra parte per dare una mano alle forze dell’ordine. Come fatto con illuminazione, telecamere, presidi della municipale, incontri nei quartieri. E proseguiremo. Però ribadisco: il sindaco non è lo sceriffo. Il capo della sicurezza è il ministro dell’Interno. Oggi come ieri. E come domani in questo Paese».

(f.n.)

 

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