Ex Amga, Ricci: “Sarà parco, a marzo presentazione del progetto al quartiere”. Con foto

«Sindaco diamoci un taglio» alla barbieria Giovanelli. Rotonda largo Tre Martiri: sperimentazione al via fra una settimana. Planetario verso piazzale Lazzarini    

 

PESARO –  Contropelo dal rasoio di Paolo Giovanelli. Poi Matteo Ricci siede nel divano della barbieria di via Cecchi. Per discutere della città con gli avventori della bottega. Con ordine: «All’ex Amga non si costruirà più: lo dice anche il parere dell’Iss. Vogliamo restituire uno spazio verde al quartiere. Dalle ultime informazioni che abbiamo, pare che sia possibile realizzare il parco urbano (l’altra alternativa indicata dal sindaco era il bosco, ndr). Con i soggetti coinvolti stiamo facendo il progetto per capire le piantumazioni e come sistemare la parte rimasta. In modo che il luogo possa essere utilizzato dai cittadini. A marzo presenteremo al quartiere il progetto di completamento della bonifica e di creazione del parco. Entro fine 2019 potremmo avere finito». Sul planetario: «Mi piacerebbe posizionarlo all’ingresso del centro. Personalmente vedrei bene piazzale Lazzarini. Dovrebbe arrivare la prossima settimana: magari riusciamo a inaugurarlo sabato 9 febbraio». Mentre per l’allestimento delle 500 lanterne d’autore di Marras, in arrivo da Alghero e riadattate dai ragazzi del Mengaroni, il sindaco indica sabato 23 febbraio come data plausibile d’esordio. Capitolo rotatorie: «Stiamo lavorando su largo Tre Martiri, la sperimentazione potrebbe già partire alla fine della prossima settimana. E c’è l’intenzione di confermare il rondò di Borgo Santa Maria. Così come quello per Case Bruciate, in attesa della rotonda grande che realizzerà Autostrade». Sindaco intenzionato a tirare dritto con le ordinanze antidegrado («in gran parte stanno funzionando, vedi ex Consorzio agrario»), così come sul giro di vite in merito alle deiezioni dei cani non raccolte: «C’è solo un dieci per cento di proprietari incivili. Ma per colpa di una piccola fetta di maleducati non può rimetterci la città. Abbiamo alzato le multe, ma individuare chi fa il furbo resta difficile. Così ho chiesto agli uffici comunali di studiare il meccanismo dell’esame del Dna del cane, per fornire all’anagrafe canina un elemento che farebbe da deterrente. Perché in quel caso, dopo il riconoscimento, la multa arriverebbe direttamente a casa. A Bolzano, dove è stato fatto, il fenomeno si è arrestato».

(f.n.)

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