Al teatro della Regina di Cattolica il capolavoro di Luigi Pirandello, per la regia di Guglielmo Ferro. Con foto

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CATTOLICA – Tre personaggi: Mattia Pascal, Adriano Meis, il redivivo Mattia Pascal. La Morte dell’identità delle maschere nude. La rinascita attraverso qualcosa di nuovo: l’umorismo. Venerdì 1 Febbraio (ore 21,15) il teatro della Regina di Cattolica ospita il capolavoro pirandelliano Il fu Mattia Pascal, con Daniele Pecci, per la regina di Guglielmo Ferro. Lo spettacolo, una produzione di Arca Azzurra Teatro, La Contrada – Teatro stabile di Trieste e Abc Produzioni, vede in scena insieme al protagonista interpretato da Daniele Pecci, anche Rosario Coppolino, Maria Rosaria Carli, Giovanni Maria Briganti, Adriano Giraldi, Diana Höbel, Marzia Postogna e Vincenzo Volo. Le scene sono a cura di Salvo Manciagli, i costumi di Françoise Raybaud.

IL FU MATTIA PASCAL

Mattia Pascal vive a Miragno, immaginario paese della Liguria. Il padre, intraprendente mercante, ha lasciato alla famiglia una discreta eredità, che presto va in fumo per i disonesti maneggi dell’amministratore, Batta Malagna. Per vendicarsi, Mattia ne compromette la nipote Romilda, che però poi è costretto a sposare, ritrovandosi anche a convivere con la suocera, che lo disprezza. La vita familiare è un inferno, umiliante il modesto impiego nella Biblioteca Boccamazza. Mattia decide allora di fuggire per tentare una vita diversa. A Montecarlo, dove vince alla roulette un’enorme somma di denaro, legge per caso su un giornale della sua presunta morte. Ha finalmente la possibilità di cambiare vita. Col nome di Adriano Meis comincia a viaggiare, poi si stabilisce a Roma come pensionante in casa del signor Paleari. S’innamora della figlia di lui Adriana e vorrebbe proteggerla dalle mire del losco cognato Terenzio. Ma si accorge che la nuova identità fittizia non gli consente di sposarsi, né di denunciare Terenzio, perché Adriano Meis per l’anagrafe non esiste. Architetta allora un finto suicidio per poter riprendere la vera identità. Tornato a Miragno dopo due anni nessuno lo riconosce e la moglie è ormai risposata e con una bambina. Non gli resta che chiudersi in biblioteca a scrivere la sua storia e portare ogni tanto dei fiori sulla tomba del Fu Mattia Pascal.

NOTE DI REGIA

La decomposizione della morte nella vita. La semplicità che serve la complessità è la scelta estetica e registica della messinscena del romanzo di Pirandello, così come per i tanti testi pirandelliani già realizzati. È la stessa lingua che lo impone. È la complessità filosofica che lo esige. È il profondo sentire che ritrovo in Pirandello ad avermi sempre consentito di esprimere le geometrie e i ritmi serrati che sono alla base del mio concetto di regia. L’adozione di una recitazione lineare, l’essenzialità del messaggio drammaturgico in questo Il Fu Mattia Pascal servono a ripartire i tre personaggi, i tre punti di vista delle diverse vicende. È uno stare in equilibrio di Mattia sulla scena. I portali del baratro sono sempre in azione. Si aprono e si chiudono su ricordi, incubi, amori, malumori, famiglie, donne, città. Un’acrobazia della coscienza sull’incoscienza, della Morte sulla vita. Ed è in questi azzardi di Mattia che cadono gli altri personaggi: tutti traditi e traditori. Vittime e carnefici impastati. E allora Mattia è un codardo o è un eroe negativo? È Mattia Pascal e si tiene in bilico… con il rischio di cadere sempre giù. (Guglielmo Ferro)

DANIELE PECCI

Nato nel 1970 a Roma, Daniele Pecci è uno degli attori italiani più amati e noti degli ultimi anni. La sua passione per la recitazione esplode a 16 anni. Dopo il diploma, inizia la scuola di teatro ed esordisce come attore nel 1990. Debutta in televisione con la miniserie “Deserto di fuoco”, ma il grande successo arriva nel 2000 con “Il bello delle donne”, cui seguiranno tante altre serie di successo: “L’ultimo padrino”, “Crimini bianchi”, “Sposami”, “I misteri di Laura”. Ovviamente non tralascia il cinema, dove recita diretto da famosi registi: “Appuntamento a ora insolita” di Stefano Coletta; “Fortapàsc” di Marco Risi; “Mine Vaganti” di Ferzan Özpetek; “The Tourist” di Florian Henckel von Donnersmarck; “Manuale d’amore 3” di Giovanni Veronesi; “Maternity Blues” di Fabrizio Cattani. La popolarità di Pecci aumenta negli ultimi anni anche grazie alle fiction Rai “Orgoglio” e “L’ultimo padrino”. In tanti anni di carriera, Pecci non ha mai dimenticato il teatro, il suo primo amore. Molteplici le rappresentazioni di cui è stato protagonista, tra cui Medea diretta da Gabriele Lavia, Kramer contro Kramer per la regia di Patrick Rossi Gastaldi, Scene da un Matrimonio con Federica De Martino per la regia di Alessandro D’Alatri, Edipo Re per la regia di Daniele Salvo e, ultima pièce andata in scena con ottime risposte di critica e di pubblico l’Enrico V di Shakespeare di cui firma anche adattamento e regia. Laureato in Storia del teatro inglese, oltre ad aver tradotto e adattato Enrico V, firma anche la traduzione di un’edizione dell’Amleto, diretta da Filippo Gili.

GUGLIELMO FERRO

Classe 1965, figlio del grande attore Turi Ferro e di Ida Carrara, Guglielmo Ferro si forma accanto a registi quali Mario Missiroli, Sandro Sequi, Lamberto Puggelli e Antonio Calenda e segue un corso di formazione con Peter Brooke. A teatro firma la regia di oltre settanta spettacoli prodotti dai più importanti teatri italiani, dirigendo tra gli altri Ugo Tognazzi, Turi Ferro, Massimo Dapporto, Arturo Brachetti, Remo Girone, Mario Scaccia, Giulio Brogi, Pino Micol, Ida Carrara, Maria Paiato. Tra l’altro, progetta e realizza lo spettacolo di apertura dei campionati mondiali di scherma 2011 ( in mondovisione) e si cimenta con l’opera lirica

dirigendo due edizioni della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti e il Tristna und Isolde di Richard Wagner. Ferro è direttore artistico del Teatro Quirino di Roma.

Per informazioni contattare il numero 0541/966778 o il numero 0541/966636 attivo negli orari di biglietteria. Inizio spettacoli ore 21.15. Per ulteriori informazioni: http://www.teatrodellaregina.it facebook.com/teatrodellaregina

TEATRO DELLA REGINA, Ufficio Cinema –Teatro, piazza della Repubblica, 28/29 – Cattolica (RN). Tel. 0541/966778 – e-mail: info@teatrodellaregina.it

Ufficio stampa Ater Associazione Teatrale Emilia Romagna Mariaelena Forti

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