Leggere, leggere…. riflettere, rubrica editoriale di Paolo Montanari

Siamo all’inizio dell’anno e stanno uscendo dei libri molto interessanti. Ne segnalo alcuni.

L’ARCHITETTO NEL PAESAGGIO – ARCHEOLOGIA DI UN’IDEA è il titolo del saggio di Marco Triscuoglio per la casa editrice Olschki. Quando è nata l’idea di paesaggio? Quando è accaduto che l’uomo guardasse per la prima volta il mondo che lo circondava, contemplandolo? Quando è nato il gusto per una natura giudicata bella e apprezzata come tale? Sono questi alcuni degli interrogativi che questo interessante saggio si pone. All’interno delle teorie e delle tecniche del progetto di architettura e del paesaggio, questi interrogativi vanno riarticolati in una domanda più complessa: perché, come e quando il paesaggio è entrato a far parte del vocabolario degli architetti? L’intento di questo studio è svelare un’archeologia del paesaggio come argomento di riflessione tra coloro che si occupano di disegnare, progettare e costruire il mondo. Sono qui raccolti soprattutto reperti discorsivi (parole, termini, teorie, dibattiti), utili per impostare una sorta di archeologia del sapere intorno al rapporto fra architettura e natura. Plinio il Giovane, Petrarca e Alberti fino ad arrivare a Robert Smithson, non sono che alcuni dei protagonisti di questo libro, in una sorta di corale storia del paesaggio.

Antonio Forcellino è l’autore del saggio MICHELANGELO UNA VITA INQUIETA (EDITORI LATERZA). Il professor Forcellino è tra i maggiori studiosi europei di arte rinascimentale. Ha realizzato restauri di opere di valore assoluto, come il Mosè di Michelangelo e l’Arco di Traiano. Come storico, la sua attenzione si rivolge da sempre a tutta la ricchezza del fare arte, ai contesti storici, alle tecniche e ai materiali, alle radici psicologiche e biografiche dei grandi capolavori. Dopo il saggio su Raffaello, ora Antonio Forcellino affronta un’altra grande personalità artistica, MICHELANGELO. Il libro è un’occasione preziosa per conoscere Michelangelo senza le incrostazioni del tempo: quest’uomo ossessionato dall’arte, a volte selvatico, senz’altro fragile, comunque unico. E chi meglio del professor Forcellino conosce anche i millimetri del marmo con cui ha lottato l’artista e ci riporta sulle impalcature e come scrive Armando Torno, ci fa riascoltare il lavoro dello scalpello.Dopo i restauri del ciclo della Sistina e della tomba di Giulio II, abbiamo oggi conoscenze nuove da utilizzare per la prima volta nell’interpretazione di Michelangelo nella sua interezza: conoscenze che possono aiutarci a neutralizzare il mito ed avvicinarci all’artista divino e alll’uomo sofferente. I risultati sono sorprendenti. Da un lato è l’artista stesso a smentire il proprio mito. Dall’altro la sua arte diventa ancora più sublime perché mostra le sue radici nelle miserie, nei conflitti e nelle sofferenze di una vita ordinaria e stentata.

Marzia Minutelli è l’autrice de L’ARCA DI SABA – I SERENI ANIMALI CHE AVVICINANO A DIO (OLSCHKI EDITORE). La copertina del libro riproduce un’opera di Marc Chagall, LES MARIES DE LA TOUR EIFEL, che si trova al Centre Pompidou di Parigi, in cui una coppia di sposi vola spiritualmente nello spazio insieme ad altri animali, in una trascendenza spirituale misticheggiante. L’interesse per l’argomento cui è dedicato questo poderoso saggio è dedicato in parte alla fenomenologia del motivo animale nella poesia e in particolare del poeta triestino Umberto Saba. Lo studio si propone di ridurre uno spazio inopinatamente lasciato semivuoto dalla critica, indagando il tema cruciale del filoanimalismo di Saba. La riservatezza di Saba si rispecchia anche nei componenti del bestiario domestico dei diritti di cittadinanza con l’animale uomo, di cui condividono anche un’origine ontologica che riprende l’autenticità degli esseri, che li rendono come scrive Saba, intermediari privilegiati per attingere la verità profonda della calda vita. Le bestie nel Canzoniere e nelle altre opere di Saba, indicano la fondazione di un postumanesimo aderente alla comune madre natura.

PAOLO MONTANARI

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