Pesaro sconvolta per uccisione fratello pentito. Il Sindaco su Facebook: “Chiederò chiarimenti a Prefetto e Viminale”. Con foto

PESARO – Si è trattata di un’esecuzione di stampo ‘ndranghetista quella avvenuta ieri pomeriggio 25 Dicembre nel centro storico di Pesaro. E’ questa la pista privilegiata dagli investigatori per l’uccisione di Marcello Bruzzese, 51 anni, originario della Calabria, fratello di un collaboratore di giustizia Biagio Girolamo Bruzzese. L’uomo era scampato a un agguato nel 1995 a Rizziconi di Reggio Calabria nel corso del quale persero la vita il padre Domenico e un cognato, il marito di una sorella, mentre lui rimase gravemente ferito. Verso le 18:30, due killer incappucciati hanno atteso che parcheggiasse l’auto in garage in via Bovio, dove abitava con la famiglia da tre anni, per scaricagli poi addosso una trentina di colpi di pistola calibro nove, di cui almeno 15 andati a segno, quando ancora era nell’abitacolo della vettura e si apprestava a scendere. Il collegamento tra la parentela di Bruzzese con il pentito e l’omicidio non è ancora chiaro.

Marcello Bruzzese non era a Pesaro per scelta, ma perché sottoposto a uno speciale programma di protezione. Abitava con la famiglia in un’abitazione pagata dal Ministero degli Interni.

La Procura di Pesaro e la Distrettuale antimafia di Ancona stanno procedendo contro ignoti per omicidio volontario premeditato con l’aggravante mafiosa per l’uccisione del 51enne, privilegiando la pista che sia stato un agguato di ‘ndrangheta. Nel pool di magistrati, che operano in via d’urgenza, con indagini affidate ai carabinieri, lavorano il procuratore di Pesaro Cristina Tedeschini, il pm Maria Letizia Fucci al fianco dei pm della Dda Daniele Paci e Paolo Gubinelli, coordinati con il procuratore distrettuale Monica Garulli. Dopo la fase d’urgenza, del fascicolo si occuperà la Distrettuale. Verranno disposte “tutte le attività investigative e gli accertamenti anche tecnici utili” a risalire all’individuazione dei responsabili e del movente dell’agguato.

Dopo l’efferrato delitto che ha sconvolto tutta la città, ecco le parole su Facebook del sindaco di Pesaro Matteo Ricci: “La città stanotte è andata a dormire sconvolta e spaventata per l’omicidio di Natale in pieno centro. Un’esecuzione di chiaro stampo mafioso che nessuno avrebbe mai immaginato. Ma la vicenda è molto delicata perché la persona uccisa viveva con la sua famiglia in un appartamento affittato dal Ministero dell’Interno, ed era sotto protezione delle forze dell’ordine. Quindi, non è arrivato a Pesaro per caso, ma portato qua per essere protetto, essendo fratello di un collaboratore di giustizia. Lo Stato per colpire Ndrangheta si avvale dei collaboratori di giustizia, ed è giusto così. Ma non è giusto che una città venga sconvolta in questo modo. Quanti sono i collaboratori di giustizia a Pesaro? Qual è il livello di sicurezza richiesto? Cosa non ha funzionato ieri ? Sono solo alcune delle domande che rivolgerò domani ufficialmente a Prefettura e Ministero dell’Interno. Già in passato Pesaro è stata sede di protezione per pentiti, ma ciò che è successo ieri è molto grave. Ora si creerà un’apprensione nuova e giustificata nella popolazione, stato d’animo che il Sindaco deve provare a interpretare.
In questo caso non è Ndrangheta che è venuta a Pesaro (cosa sempre possibile purtroppo; come sappiamo la criminalità non ha confini ), ma è lo Stato che ha portato a Pesaro delle persone da proteggere dall’ndragheta, probabilmente perché considera questo territorio più slegato da certi fenomeni criminali.
Infine voglio esprimere una forte vicinanza e un grande in bocca al lupo alle forze dell’ordine e ai magistrati per il lavoro d’indagine che stanno facendo, sperando che gli assassini vengano catturati”.

E aggiunge in seguito: “Dopo le nostre sollecitazioni, il Ministro Salvini ha comunicato ufficialmente che domani sarà presente al comitato di sicurezza convocato dal Prefetto. Molto bene. È importante che lo Stato si assuma le proprie responsabilità vista la delicatezza del caso, e visto che hanno deciso di proteggere quella famiglia proprio a Pesaro. La protezione di collaboratori della giustizia è questione fondamentale per la lotta alla criminalità. Ora però c’è una città sconvolta che vuole essere rassicurata”.

Rosalba Angiuli

Foto Danilo Billi

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