Infiltrazioni mafiose: fino ad oggi gli allarmi lanciati da procura e forze dell’ordine sono stati sottovalutati. Il governo intervenga e potenzi le forze di polizia

L’ex Procuratore della Repubblica Manfredi Palumbo già anni fa lanciò l’allarme sulle infiltrazioni mafiose nella provincia di Pesaro e Urbino. Le parole del Procuratore vennero però ignorate, quasi irrise da una certa classe politica e le sue esternazioni furono sottovalutate persino dall’allora prefetto. Ma il dottor Palumbo aveva ben compreso che la situazione sarebbe degenerata e, per questo, aveva tentato di pungolare quella classe politica e quei rappresentanti dello Stato che stavano sottovalutando i pericoli, tanto da arrivare ad affermare: “qualora in futuro si registrasse un aumento qualitativo e quantitativo del fenomeno criminoso ovvero una diminuzione nella risposta delle Istituzioni, il declino del territorio sarebbe pressoché inarrestabile”. Anche il sottoscritto segretario provinciale di Fratelli d’Italia fu ripreso sulla stampa dall’allora Prefetto per avere lanciato l’allarme di una criminalità sempre più insidiosa. Le stesse preoccupazioni che d’altronde esprimeva il sindacato di polizia SIULP, tramite il suo segretario Marco Lanzi, che aveva denunciato come in molti stessero sottovalutando il problema che non riguardava e non riguarda solo la città di Pesaro ma l’intera provincia. Lanzi aveva sottolineato come i dati statistici pubblicati dal Ministero dell’interno non fotografassero la realtà della provincia. Se infatti alla voce “associazioni di tipo mafioso” i dati indicavano 0 e alla voce “associazioni per delinquere” indicavano solamente 1, nella realtà, dal 2008 al 2016, vi erano stati ben 36 processi giunti a definizione, nonché varie indagini condotte con professionalità dalle Forze dell’ordine e dalla Procura pesarese, che avevano portato a condannare numerosi criminali appartenenti alla mafia siciliana, a quella calabrese, alla camorra campana e persino alle criminalità organizzate albanese, rumena, della ex Unione Sovietica, nord africana e nigeriana. Anche le associazioni di commercianti e imprenditori avevano rilevato situazioni preoccupanti, dichiarando che «è importante raggiungere livelli sempre più elevati di resistenza alle infiltrazioni criminali» e giungendo a sollecitare i propri associati a segnalare alle autorità competenti qualsiasi situazione anomala. Chi dunque oggi si meraviglia dell’efferato omicidio compiuto nel centro del nostro capoluogo di Provincia ha la responsabilità di non avere dato ascolto agli allarmi lanciati da autorevoli esponenti di quelle istituzioni deputate proprio a combattere criminalità e mafie. Si smetta dunque di sottovalutare il problema e di dipingere la nostra provincia come’isola felice: non lo è più da tempo. Anche l’attuale governo intervenga concretamente: integri gli organici delle Forze dell’ordine della nostra provincia giunte allo stremo; doti Carabinieri, Polizia e Finanza degli strumenti necessari a combattere una criminalità sempre più insidiosa.

Antonio Baldelli – Segretario provinciale di Fratelli d’Italia 

 

 

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