Leggere, leggere… riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

Questo numero della rubrica editoriale lo voglio dedicare a due autori, scrittori e poeti che hanno superato i novant’anni: AGOSTINO ERCOLESSI, pesarese, portolotto purosangue, ex direttore diattico con un passato di sportivo plurimedagliato nell’atletica e nel nuoto e ERMANNO PIERPAOLI, milanese, ex industriale a livello internazionale, con un passato di tenente degli alpini nella seconda guerra mondiale, pilota aeronautico, guida alpina e del vulcano Stromboli. Entrambi hanno vissuto una vita ricca di successi, di disagi a causa della guerra ma anche di grandi soddisfazioni, innazitutto famigliari.

In questi giorni è stato presentato nella sala del Consiglio Comunale di Pesaro, dal giornalista Franco Bertini, letture di Vittorio Cassiani il libro di TINO ERCOLESSI – SCARABOCCHI DI GIOVINEZZA AI TEMPI DELLA GOTHIC LINE (EDITO DA BANCA DI PESARO). E’ un bel libro, ben scritto, biografico ma che tiene presente degli avvenimenti nazionali e internazionali che l’autore visse direttamente e indirettamente a Pesaro. Inoltre presenta un corredo fotografico e documentaristico di prima qualità e poesie e bozzetti di Ercolessi pregievoli.

ALL’ETA’ DI VENTI ANNI MI CHIAMARONO ALLE ARMI.
……AI PIEDI COME I NONNI DELLA GUERRA ’15-’18 AL POSTO DELLE CALZE USAVANO DELLE GRAN PEZZE DI COTONE E, ALLE CAVIGLIE SU FIN AI POLPACCI, QUELLE MALEDETTE FASCE GRIGIOVERDI CHE NELLA MARCIA SI ALLENTAVANO PER CADERE LUNGHE A TERRA….E VOLEVANO CHE VINCESSIMO LA GUERRA!!

Con questo prologo biografico, Ercolessi presenta il suo Amarcord e lo dedica alle nuove generazioni, che hanno il compito di conservare ricordi, sogni e speranze.
Come scrive Franco Bertini nella premessa al libro Agostino Ercolessi classe 1923, nasce un anno dopo la marcia su Roma, ha appena finito un anno quando i fascisti uccidono Giacomo Matteotti e 13 quando abbiamo l’Impero d’Africa, poi 17 quando scoppia la seconda guerra mondiale. Un esempio vivente e lungimirante del XX secolo, con una personalità poliedrica che ha percepito e catturato gli aspetti positivi e talvolta negativi del nostro territorio.

-Ma come è nato questo ennesimo libro del maestro elementare e poi direttore didattico Ercolessi, uomo dal tratto delicato e gentile?

“La fonte di ispirazione è stato mio nipote, che un giorno mi ha chiesto se ero stato fascista. da qui il libro a cui ho voluto intitolare scarabocchi che si riferiscono ai miei disegni di gioventù, di inchiostro o a matita. D’altra parte era un lusso possedere una macchina fotografica e si poteva immortalre i personaggi, i luoghi solo con un bozzetto, lo scarabocchio, appunto. Certo che ero stato balilla, perchè tutti erano obbligati ad essere fascisti. Ma dentro di me mi ripugnava di dover aderire al nazismo e al fascismo. Sono nati allora i ricordi del nonno, la vita, i pensieri, gli stati d’animo, nonché le speranze e le disillusioni di quella lontana gioventù di bellezza. A questa si è aggiunta una ricerca storico-ambientale che, spero, possa servire ai ragazzi nelle scuole di pensare alla loro città e di viverla bene”

“Dove la terra d’Italia affonda la sua gioia d’amare nel mare mediterraneo, in quell’arcipelago Eolico, come un faro splendente si erge l’isola vulcanica di Stromboli IDDU per chi l’ama, un amico che non tradisce e suggerisce le vie dell’amore, lungo le quali i sogni e le speranze diventano ragioni di vita. IDDU rievoca il ricordo dei migliori sentimenti vissuti, dove incontrerai l’amore sperato che non può morire”.

Anche nel romanzo di Ermanno Pierpaoli IDDU L’AMICO vi è un prologo biografico, più poetico o meglio più intimistico. Come in Scarabocchi di giovinezza, è il ricordo e la voglia d’amare, la molla che ha portato questi due scrittori a superare le procelle dell’esitenza umana. Ma che cosa vuol dire, l’allora guida del vulcano Iddu, Ermanno Pierpaoli ai suoi amici lettori e soprattutto ai giovani: “Ognuno cerca nella propria esistenza quella luce che illuminerà di gioie e sentimenti il proprio cammino. E’ una ricerca a volte spasmodica, che ti pone i limiti della tua sapienza e disponibilità di sacrificarti per vivere un’avventura terrena. Correre, correre per Agostino e Ermanno, atleta il primo, militare alpino sul ghiacciaio dell’Adamello il secondo. E DOPO TANTO CORRERE, VOLARE QUASI, SU QUELLE PISTE NERE DI POLVEROSO CARBONE, O ROSSE DI TERRA BATTUTA, LE SCARPE, DAI LUNGHI CHIODI LUCENTI, ALLA PARETE HO APPESO. Anche Ermanno Pierpaoli ha ormai appeso le sue scarpe, ma il ricordo delle montagne, degli aerei e spazi celesti, le barche a vela e soprattutto di quel cimiterino di vittime innocenti dell’amico vulcano,IDDU, sono incancellabili.

STROMBOLI E’:
LA FORZA INFUOCATA DELLA NATURA
ILBUIO SILENZIOSO NELLA NOTTE STELLATA
LE PAROLE CHE SI PERDONO SUI VISUOLI DELLE CASE
L’INCANTO GIOIOSO DELLA GIOVENTU’
UN RICORDO DI SOFFERENZE VISSUTE
IL. RITROVARVI L’AMORE

PAOLO MONTANARI

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