Marialy Pacheco: stile, innovazione e sperimentazione in un concerto unico e personale!

Alta, magrissima, fasciata in un top nero di pelle ed una gonna verde color bandiera, issata su tacchi 12, il tutto ‘rigorosamente italiano’ come ha tenuto a precisare, simpatica ed infreddolita per la bassa temperatura del teatro: così Marialy Pacheco è apparsa ieri al pubblico del ‘Rossini’, dove si è esibita in ‘Introducing’, concerto per piano solo .
Nata a La Havana nel 1983 in una famiglia di musicisti (la madre dirigeva il coro nel Gran Teatro della capitale, uno dei teatri d’opera più grandi del mondo), inizia a suonare il piano in tenera età al Conservatorio ‘Alejandro Garcia Cartula’. A quindici anni inizia gli studi presso la ‘Escuela Nacional de Artes’, per poi proseguire con quelli di composizione con Tullio Peramo all’Instiuto Superior de Artes della città.
Nel 2002 vince il concorso cubano Jo-Jazz’, allorché Chucho Valdes, uno dei più famosi musicisti jazz, vincitore di 5 Grammy Awards, presiede la giuria.
Nello stesso anno vince il primo premio alla German National Competition ‘Jugend Musiziert’. Due anni dopo registra il primo album ‘Bendiciones’. Si trasferisce in Germania e da lì fa tournées in Europa, Giappone e Australia, sia da sola che con il trio fondato assieme al bassista colombiano Juan Camilo Villa ed al batterista uruguaiano Diego Piñera, costruendosi una solida reputazione internazionale.
Nel 2012 è la prima donna a vincere il prestigioso ‘Montreux Solo Piano Competition’ (presidente di giuria il compositore e musicista polacco Leszek Mozdzer).

Nel 2013, in occasione del 185° anniversario della ‘Boösendorfen’(fabbrica di pianoforti viennese fondata nel 1828, i cui strumenti sono famosi per il suono cupo, corposo, bilanciato e la maniacale cura impiegata nella loro costruzione), Marialy è ospite come unico evento jazz al ‘Musikverein’ (una delle sale da concerto più eleganti al mondo, assieme alla ‘Symphony Hall’ di Boston e alla ‘Concertgebouw’ di Amsterdam), al fianco di star della musica classica come Valentina Lisitsa e Maria Mazo. L’anno successivo, diventa ‘artista Boösendorfen’, prima pianista jazz donna in tutto l mondo ad avere questo privilegio.

Compositrice ed arrangiatrice, si lascia molto ispirare dalle tradizioni musicali di Cuba : sicuramente è molto orgogliosa della sua terra natale che nomina ripetutamente durante l’esibizione. Consapevole delle proprie radici musicali che ad essa la legano, Marily è stata in grado di elaborare un proprio stile, completamente nuovo. Con grande sicurezza si confronta con opere di importanti compositori come Eliseo Grenet (Ay! Mama Inés), Moises Simons, (El manisero) ed Antonio Maria Romeu (Tres Lindas Cubanas) e- pur rispettandone la versione originale e lasciandone inalterata la ‘bellezza semplice e chiara’- le rielabora offrendo loro una veste più fresca ed attuale: è come se una raffica di vento dei Caraibi spazzasse via la polvere di anni, conducendo a noi queste melodie tradizionali rinnovate.

Artista affascinante e sorprendente, passa dal percussivo allo swing con una delicatezza del tocco che crea profondità e piacere frizzante allo stesso tempo. Nei suoi concerti è imprevedibile e lo è stata anche ieri: si affida al singolo momento ed è per questo considerata una delle nuove leve della musica classica moderna ed una delle pianiste più virtuose ed istintive del nostro secolo.
‘Introducing’ è ‘la prova provata’ del notevole potenziale creativo di Marialy e della sua anima profondamente cubana.
Stile, innovazione e sperimentazione in un concerto unico e personale!

Paola Cecchini

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