Profughi, Ricci: “Con decreto Salvini è caos, senza integrazione città più insicure”

Il sindaco: solo a Pesaro in 41 per strada dalla mattina alla sera, con tagli sullo Sprar solo propaganda. Chiesto incontro in prefettura

 

 

PESARO – Matteo Ricci ad alzo zero contro il decreto sicurezza: «In verità sarebbe più giusto chiamarlo decreto insicurezza. Da Salvini solo propaganda. Nei prossimi giorni avremo centinaia di richiedenti asilo in giro per le città. Questi sono gli effetti. Come al solito la realtà dovranno gestirla i sindaci e i Comuni». Il sindaco si riferisce al caos post legge nelle strutture di accoglienza. Dopo la cancellazione della protezione umanitaria. Indicando una lettera: «L’abbiamo appena ricevuta da un centro di Pesaro (Labirinto, ndr). Ci informa che da lunedì usciranno 41 persone. Tagliati fuori di punto in bianco dallo Sprar. Non si sa dove andranno a dormire. Non si sa di cosa vivranno. Di sicuro non saranno espulsi né rimpatriati, come aveva annunciato Salvini. Ci si lamenta degli assembramenti al Miralfiore e di quelli al Monumento alla Resistenza. Ma con questa politica, invece di migliorare le cose, rischiamo solo di peggiorarle». Secondo Ricci, «tagliare sulle reti Sprar significa tagliare sull’integrazione, sull’insegnamento dell’italiano, sul volontariato. Il risultato saranno tante persone in giro per le città, dalla sera alla mattina. Clandestini senza alcuna possibilità di integrazione. Che molto probabilmente dovranno vivere di espedienti, avvicinandosi alla fascia dell’illegalità e alla microcriminalità. Come sindaci lo avevamo detto. Quello che sta succedendo dimostra che avevamo ragione. Siamo molto preoccupati e arrabbiati». Ricci ha chiesto un incontro in prefettura, lunedì prossimo, insieme all’assessore Sara Mengucci, «per cercare di gestire l’ennesima emergenza. Siamo in un periodo di freddo intenso. E c’è un problema umanitario sugli alloggi». Ma allargando lo sguardo, il sindaco osserva che «gli sbarchi erano calati, ormai da più di un anno, del 70 per cento. Grazie all’impostazione dell’ex ministro Minniti. In questa fase occorreva piuttosto concentrarsi sul tema dell’integrazione dei diniegati. Ovvero chi non ottiene il diritto d’asilo e rischia di entrare dentro la fascia d’illegalità. Invece si continua a fare la propaganda sulla pelle dei sindaci e dei cittadini. C’è un problema di fondo del decreto. Che produce più insicurezza: l’esatto contrario di quello che Salvini ha voluto farci credere. Ciò che succede a Pesaro dimostra che avremo mesi difficili davanti a noi. La politica dei muri, tra l’altro, aggrava lo scenario. E terrà questi ragazzi in Italia, perché non potranno più risalire verso il nord Europa. Un approccio complessivo che fa male al Paese e alle città, in un momento in cui con la riduzione degli sbarchi eravamo fuori dall’emergenza. Si sarebbe dovuto, piuttosto, gestire con testa e pragmatismo questo fenomeno complesso. Tenendo insieme sicurezza e solidarietà», chiude Ricci.

(f.n.)

 

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