Bilancio, Ricci: “Ampliate le risorse per il sociale, le tasse non aumentano”

Oltre un milione in più per welfare e assistenza scolastica all’handicap. Fondi anticrisi confermati. Piano triennale da 25 milioni per gli investimenti. Personale: Comune assume. Siglata intesa con sindacati  

 

PESARO – Siglata l’intesa tra Comune e sindacati sul bilancio di previsione (il voto in consiglio lunedì 17 dicembre, ndr). L’accordo è stato firmato dal sindaco Matteo Ricci e dai segretari Roberto Rossini (Cgil), Maurizio Andreolini (Cisl) e Paolo Rossini (Uil). Così Ricci: «Siamo tra i primi Comuni in Italia ad approvare il preventivo. Per questo avremo facilitazioni sul lato burocratico e del tetto di spesa. Con i sindacati condivisa la collaborazione sull’impostazione. Con loro sinergia anche sulla progettualità futura della città, nel documento ‘Pesaro 2030’».

 

ACCORDO – Nel dettaglio, ha osservato il sindaco, «il Comune conferma lo stanziamento di 250mila euro per il fondo anticrisi, anche per il 2019, per interventi di sostegno al reddito delle famiglie in condizione di disagio socio-economico». Altri 250mila euro, in accordo con Marche Multiservizi, sono previsti per il supporto alle utenze del servizio idrico. In programma un bando di accesso condiviso con i sindacati. Non solo: «Nessun aumento della Tari – ha precisato il sindaco – per il servizio di raccolta rifiuti nel piano di Marche Multiservizi. Niente ritocchi, dopo la riduzione dell’1.5  per cento dello scorso anno. E il Comune lascerà invariata l’imposizione tariffaria attuale, senza adeguamento all’inflazione. Nonostante la possibilità data dal governo alle amministrazioni locali di incrementare la tassazione locale, con la legge di bilancio. Una scelta precisa». Ancora: «Abbiamo aumentato negli anni l’impegno sul welfare. Quest’anno mettiamo altri 400mila euro in più». Nell’elenco anche  «750mila euro in più per i servizi educativi, destinati all’assistenza scolastica per le forme di handicap». Il piano del Comune include 25 milioni di investimenti nel triennio: «Tema importante sul fronte occupazionale. Che fa seguito alle decine di milioni già messi in moto dopo lo sblocco del patto di stabilità nel 2015». Sul tema, le parti condividono «la particolare attenzione in merito alle clausole sociali al momento della predisposizione delle gare. Nel rispetto di quanto previsto nel protocollo su appalti e legalità». Oltre a questo, «l’altra buona notizia è che dopo l’aggiornamento  di ieri andranno avanti le opere di Autostrade, su cui eravamo preoccupati dopo i fatti di Genova». Personale: «Per il rinnovo contrattuale abbiamo investito due milioni. Il piano del fabbisogno prevede un numero significativo di assunzioni, grazie allo sblocco parziale del turnover. Una cifra pari a 89 unità in più, su diversi profili», ha sottolineato Ricci. Infine, il Comune si impegna entro fine anno a organizzare «un momento di verifica sul percorso dell’Unione Pian del Bruscolo, insieme a confederazioni, categorie e Rsu».

 

LE VOCI –  Roberto Rossini (Cgil): «Il Comune non si è mai sottratto alle nostre richieste di confronto e approfondimento. La spesa per l’assistenza scolastica alle persone portatrici di handicap era sostenuta dal fondo sanitario. La scelta regionale di sottrarsi al finanziamento è stata validamente coperta dal Comune. E assumere 89 unità per coprire i bisogni dei servizi, che aumentano, è fatto degno di nota. Anche perché il blocco del turnover negli enti locali, in questi anni, ha inciso negativamente nell’attività quotidiana delle amministrazioni». Maurizio Andreolini (Cisl): «Con il protocollo abbiamo confermato la centralità della concertazione. Un valore aggiunto, tanto più in una fase del Paese dove il confronto con i portatori di interesse è sempre più difficile. Nel protocollo risposte su investimenti e politiche sociali». Paolo Rossini (Uil): «Il documento è stato costruito in sinergia. Il nostro compito è rappresentare i problemi delle persone che hanno difficoltà. Anche perché, tra i poveri di oggi, ci sono anche quelli che stanno lavorando, non solo i disoccupati. E spesso non riescono ad accedere ai fondi anticrisi, pur essendo sotto la soglia di povertà».

 

(f.n.)

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