Recensione del libro MENTI INSOLITE – Radiografia di cinque femminicidi

I DIRITTI DELLE DONNE SONO UNA RESPONSABILITA’ DI TUTTO IL GENERE UMANO. LOTTARE CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE E’ UN OBBLIGO DELL’UMANITA’. Con questa riflessione il premio Nobel per la Pace 2001, ed ex segretario Generale dell’Onu, evidenziò il ruolo e la difesa della donna nella società contemporanea. A questo proposito ALESSANDRO MELUZZI, medico psichiatra, FABIO FEDERICI, colonnello dei Carabinieri e MASSIMO NUMA, giornalista, hanno pubblicato per la casa editrice OLIGO, CON PREFAZIONE DEL MAGISTRATO DOTTOR GIANCARLO CASELLI, un interessante saggio dal titolo MENTI INSOLITE – Radiografia di cinque femminicidi. In questi ultimi anni in Italia, il femminicidio è divenuta una piaga sociale, seconda solo alla morte per droga. Ma che cos’è il femminicidio? Chi è la vittima? Chi è l’assassino? Perchè il fenomeno del femminicidio si sviluppa soprattutto nel mondo occidentale? Sono queste le domande che questo saggio scritto da tre autori, provenienti da esperienze completamente diverse, cercano di spiegare a 360 gradi nella prima parte, a seconda della propria esperienza professionale. Nella seconda parte del libro vengono esaminati dettagliatamente cinque femminicidi, e questo al di là dei tentativi di trasmissioni televisive, diviene uno strumento operativo e cognitivo inusuale nell’editoria italiana. Una vera propria radiografia di cinque storia diverse di donne. Il progetto di questo libro è stato sottoposto all’Associazione del Telefono Rosa, che ha compreso l’importanza editoriale di questo saggio, e ne ha dato il suo patrocinio. Il contenuto del libro suscita alcune considerazioni. La prima è che il femminicidio è un crimine orribile poiché colpisce persone deboli, ovvero donne, che hanno sognato l’amore e che, invece, si ritrovano a subire umiliazioni, fino alla morte, in luoghi familiari dove invece avrebbero dovuto essere protette. L’aspetto più inquietante è che nella maggior parte dei casi i carnefici sono le persone che queste donne amano e che nonostante tutto continueranno a difendere. la seconda considerazione è che, nonostante il forte impegno delle Istituzioni e le lodevoli iniziative sociali i casi di femminicidio, retaggio culturale che affonda le radici nei secoli, non sono in diminuzione. La terza considerazione indice invece ad un cauto ottimismo. In passato questo crimine era considerato tabù, oggi giorno, grazie anche ai media, è denunciato quasi quotidianamente ed è diventata una emergenza sociale. Oggi è fondamentale per combattere la violenza sulle donne la prevenzione. Bisogna imparare a essere sensibili alla violenza, a riconoscerla in quanto tale per poterla combattere nel modo giusto. Mi piace pensare che anche questo libro scritto da professionisti che nel settore hanno maturato specifiche esperienze professionali, possa nel suo piccolo a contribuire a questa sorta di educazione alla non violenza. Nella prefazione al saggio il giudice Giancarlo Caselli ha sottolineato come ” la violenza intra-familiare intesa in senso lato, probabilmente ha sempre caratterizzato la nostra società. Oggi è divenuta però una deviazione sociale, da denunciare e biasimare. Per altro, dietro la formale denuncia corale della società per bene, nella realtà quotidiana persiste una soglia di sopportazione della violenza, che per certi profili ne attenua almeno un poco il disvalore morale. Il rischio è di allentare il giudizio morale nei confronti di chi ha tolto a un’altra persona la vita, nei confronti di chi resta sempre e comunque un assassino. Per evitare questo allentamento è decisivo che non si parta dalla comprensione per arrivare, magari senza accorgersene, alla giustificazione. Vi è poi anche un problema di sensibilizzazione della società. Che a buona sostanza significa offrire nuovi strumenti di riflessione su un fenomeno antico, purtroppo amplificato da una risonanza mediatica spesso insana, in quanto malata di sensazionalismo e promotrice DI EMULAZIONE”.

Nella prima parte del saggio si parla di FEMMINICIDIO, con una analisi storico-criminologica, l’esame psico-antropologico e il ruolo dei mass media. Nella seconda parte vi è una radiografia di cinque femminicidi. Il saggio ricco di fonti e note bibliografiche ha una univoca conclusione: bisogna avere un atteggiamento positivo nel voler invogliare le vittime e tutti coloro che sono a conoscenza, comprese le Istituzioni, a denunciare prima che sia troppo tardi, e che possa essere spezzato il filo del silenzio. e termina con uno slogan MAI PIU’ VIOLENZA INFINITA!

PAOLO MONTANARI

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