Sala Rossa gremita per ultimo incontro di Amarcord Pesaro

Che i pesaresi amassero la loro città è un fatto scontato. Ma che la storia di Pesaro, Pisaurum, le sue testimonianze storiche, i mosaici del Duomo, le mura roveresche e la storia del Porto, fossero così radicate nella cultura non solo popolare dei pesaresi, ha lasciato stupiti e orgogliosi gli organizzatori e curatori di questa rassegna. L’associazione culturale Pegasus e Assonautica di Pesaro e Urbino hanno promosso questi incontri, seguendo le linee operative del curatore, il giornalista Paolo Montanari. Ma veniamo alla Storia del Porto, che l’architetto Achille Paianini ha ripercorso fin dalle origini che fanno risalire ai Siculi, quali primi costruttori del nucleo urbano attorno al fiume Foglia. In epoca cristiana, la marineria e il porto furono fiorenti. Ma tra il Medioevo e inizio età moderna le cose cambiarono notevolmente. Una data storica che risale al 1400 e il Porto roveresco considerato tra i più importanti dell’intero Mare Adriatico. Un’altra data storica per il porto è il 1750, in cui furono costruite le banchine e le abitazioni per i marinai sempre in viaggio e di magazzini per le attività dei traffici della pesca. Paolo Montanari ha fatto una cronistoria del porto di Pesaro dal 1860 fino al progetto portuale del 1999. Gli ultimi anni sono noti a tutti per vicende che hanno interessato anche la salute dei portolotti. Alla serata hanno partecipato l’attore Franco Andruccioli, che ha letto alcune memorie dei portolotti e il poeta dialettale pesarese del Porto Emilio Melchiorri, che ha presentato alcune sue poesie sul Porto e i suoi abitanti.

PAOLO MONTANARI

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