Una folla immensa dentro e fuori la chiesa di giovani pesaresi

Una folla immensa dentro e fuori la chiesa di Candelara di giovani pesaresi accorsi in massa con il tam tam dell’amicizia e dell’affetto verso il loro coetaneo, con gli amici del porto e le contrade della festa dei braceri. Lo hanno accolto al rombo delle loro moto. presenti numerosi sacerdoti: l’ex parroco di Candelara Don Marco Di Giorgio, Don Lorenzo Volponi, Don Alberto e Don Michele, accorsi sul luogo dell’incidente, Don Giuseppe Leoni, il diacono Emilio Pietrelli. Ha presieduto il parroco, Don Giampiero Cernuschi.

“Mi ero ripromesso di non scrivere questa omelia diversamente da quello che di solito faccio in queste occasioni così forti per non lasciare che il messaggio della parola di Dio venga disturbato dalla mia emozione.

Per un parroco non è facile neanche dopo 30 anni di Messa trovare la lucidità e la serenità della fede per avere le giuste parole che rendano conto della speranza cristiana che è in noi e della Provvidenza che è nella mente di Dio

Solo Dio sa scrivere diritto anche sulle righe storte dei nostri errori. Abbiamo iniziato il cammino di Avvento verso il Natale del figlio di Dio che facendosi uomo come noi rimane ancora oggi nostro amico e compagno di viaggio nelle situazione lieti e tristi; Gesù amico fedele che non ci abbandoni anche quando fatichiamo nel trovare una logica di provvidenza negli avvenimenti della vita.

Infatti è Gesù la nostra speranza ed è a Lui che dobbiamo guardare in questo momento, perché Gesù ha percorso per noi e con noi la fatica del crescere, ha preso su di sé prima di noi e per noi il peso della croce e della morte per additandoci una via di Luce come lo ha fatto con i suoi discepoli da Risorto “coraggio non abbiate paura io sono sempre con voi”.

E’ già il terzo giovane sotto i 25 anni che accompagno alla casa del Padre in questi 7 anni di pastore di questa famiglia cristiana

(per il giubileo della Misericordia del 2016 abbiamo anche dedicato la croce dei giovani qui di fianco alla chiesa con incisi nella lapide i nomi di questi giovani…presto scriveremo anche quello di Nicholas..).

Dicevo non volevo scrivere questo che vi sto dicendo, ma poi ho ceduto alla mia fragilità …non si sa mai… potrei commuovermi …..

Anche sul luogo del tragico schianto piangevano tutti, lo zio Fausto, gli amici Claudio, Enea e Aurel….. ( anche i vigili del fuoco le squadre di soccorso si erano raccolti in preghiera con noi.. con Don Alberto, Don Michele…gli abbiamo dato l’unzione e l’assoluzione….è stato forte e vero quel momento…si vede, mi dicevo, che questi vigili non lo fanno per mestiere….c’è tanta bella fede e umanità in giro…)…

Solo la mamma Michela tra i tremolii dovuti al freddo non faceva che correre da uno all’altro dicendo a tutti non piangete stiamo sereni, stiamo sereni… Nicholas ci diceva sempre che avrebbe voluto una festa, con il sorriso in volto…. lo stesso sorriso di cui si legge nei social di cui voi amici avete scritto…

Per questa bella forza e fede della mamma Michela, anch’io e noi tutti ci sentiamo oggi più sereni e questa bella forza adesso la attingiamo dalla Parola di Dio che si è realizzata in Gesù morto e risorto per noi perché la morte -quella definitiva- non avesse più potere…

Eravamo lì infreddoliti e impietriti per lo sconvolgimento di una prova che non immaginavamo di dover affrontare….era ancora la mamma Michela che diceva a gran voce:…sono i migliori, i puri di cuore che non hanno ancora malizia nel cuore che se ne vanno…. E spesso è proprio così. Anche la sacra scrittura oggi ce lo ha ricordato… ( vi rileggo questa frase dalla Bibbia, dal Libro della Sapienza…..Il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo. Vecchiaia veneranda non è la longevità…vera longevità è una vita senza macchia…Divenuto caro a Dio, fu amato da lui e poiché viveva fra peccatori, fu trasferito. Fu rapito, perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l’inganno non ne traviasse l’animo, La sua anima fu gradita al Signore; perciò egli lo tolse in fretta da un ambiente malvagio.

Il popolo vede senza comprendere; non pone attenzione a questo fatto, che la grazia e la misericordia sono per i suoi eletti e la protezione per i suoi santi.

Nicholas nella sua temerarietà di 20enne è stato così il nostro apri pista perché anche noi possiamo tenerci puri dalla malvagità che ci condiziona che intacca i cuori e la fede; malvagità che privandoci della fede ci fa guardare al futuro con pessimismo anziché con speranza; ci fa cadere nel buio della rassegnazione che ci fa dire: Dio dov’è?!…Amici, tutto questo è opera del mentitore, di Satana!

Sì possiamo e dobbiamo essere sereni, non tristi, pur non illudendoci perché la fatica di questo momento rimane, ma forti nella fede per non cadere nella tentazione dello scoraggiamento!! Giovani, che avete ancora tanta strada davanti…..prendervi cura della vostra vita che ci è prestata come un talento di Dio da investire per costruire con Gesù una società migliore, cominciando da voi stessi;

il Vangelo -storia di Gesù- ci insegna che la nostra storia, la nostra vita, -il bene, la fede e la carità che è amore per questo e per il prossimo che noi facciamo- non vengono cancellati dalla morte corporale ma, sono la chiave di volta di cieli nuovi e terra nuova che si stanno realizzando, di quel paradiso che si comincia a costruire già qui con il nostro impegno quotidiano. Allora, lasceremo una striscia di luce dietro di noi, come una stella cadente che seppur tanto breve nel suo bagliore è però tanto bella! E qualcun altro proverà poi a seguirla…, luce di quella Verità che già Gesù per primo è venuti ad indicarci.

Oggi siamo qui con Nicholas per non lasciarci travolgere e imprigionare nella notte del non senso,

Lo dico soprattutto a voi giovani -qui oggi così numerosi- per celebrare non la morte ma la Pasqua di Nicholas, possiate anche voi -come primi cristiani nel silenzio della morte in croce – aprire le bocce ad un canto di gioia: allelija, sì Gesù nostra speranza è risorto, è veramente risorto e quella notte di Pasqua è diventata aurora di luce….lo vogliamo anche per noi, per quella sera in cui Nicholas tornava a casa, per il suo ritorno definitivo alla casa di Dio Padre.

Sì oggi grazie alla tua Parola Signore Gesù a ciò che hai compiuto e compi per noi, siamo più sereni; una serenità che non è un oppio, ma certezza che nella tua morte e resurrezione la vita non è tolta, ma trasformata dalla potenza della grazia del battesimo che ci ha donato una grande famiglia la Chiesa, che dal cielo oggi è qui con noi, in questa messa, e in ogni messa noi possiamo toccare il Paradiso con mano nel dono del corpo e sangue di Gesù, nel quale possiamo morire e risorgere ogni giorno…..tutto possiamo in Gesù, Lui che è venuto non a togliere le nostra croce ma ad aiutarci a portarla …a farla risorgere…..

Così, caro Niky, il nostro affetto ci lega al tuo cuore, però in questo momento lacerante del distacco il nostro cuore non rimane strappato, ferito, anzi viene elevato con te.

Sì possiamo e dobbiamo vivere questa serena certezza della fede come un bimbo è sereno nelle braccia della madre….

Proprio la piccola fragile sorellina di Nicholas, me lo ha fatto ritornare in mente! Dopo l’incidente ho riportato la mamma di Nicholas a casa dalla sorellina malata Dafne. Appena ci ha visto Dafne ci ha regalato un gran sorriso! Quel sorriso è stato uno squarcio di cielo, è stato il sereno dopo la tempesta. Ho capito: E’ il sorriso di Dio! Dafne -nella sua fragilità- ci è stata donata per darci la forza della logica dell’amore, perché l’amore è per sempre…..

E lì nella semplicità del suo sorriso ci sono le cose importanti della vita, lì nel suo sorriso ho visto il volto dell’amore eterno di Dio, che ci ama non perché siamo belli forti e sani, ma perché siamo Figli e la ricompensa dell’amore e già presente nell’atto stesso di amare. Dunque non mercifichiamo l’amore, piuttosto così come noi siamo stati amati per primi in Gesù, amiamoci gli uni gli altri…ci ricordava il vangelo.

Passerà la terra, passerà il cielo ma la carità non passerà…l’amore non ci verrà tolto! Ma ridonato più perfetto, senza i limiti del nostro peccato, e tu Nicholas ora puoi già gustare questo amore perfetto.

Niky in fondo questo è anche quello che tu pensavi -me lo diceva tua madre- quando tenendo in braccio la tua sorellina sofferente di una malattia rara, dicevi “quando sarà il mio funerale voglio che sia una festa…”

Sì caro Nicholas, ora ti accompagniamo per il tuo ultimo viaggio con l’arrivederci della fede in Cristo risorto e nella serena certezza che tutto è provvidenza, anche se privi della tua giovanile esuberanza, il Signore ci ha già consolati e preparati per questo momento, donandoci il centuplo -ogni giorno- nel sorriso della tua fragile sorellina Dafne, lì c’è il tuo più bel sorriso.

Ti diciamo arrivederci con la serena certezza della tua presenza nella festa della Chiesa del Cielo- e in ogni Santa Messa Pasqua di Cristo risorto, tu sei ancor più vicino a noi; nella Santa Messa tocchiamo il cielo con mano e nella preghiera il nostro dialogo di amicizia non si interromperà mai.

Amen così sia.

Il tuo parroco che ti ha visto crescere e…morire aspetta con te la Pasqua definitiva del ritorno del Signore”.

Don Giampiero Cernuschi

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