Leggere, leggere…. riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

ARTISTI A LONDRA Bacon, Freud, Hockney e gli altri è un interessante saggio di Martin Gayford (Einaudi editore), uscito recentemente in libreria. Quella della scena pittorica londinese dal dopoguerra ai primi anni Settanta è una storia che non è mai stata raccontata in modo complessivo, eppure nelle metropoli lavoravano numerosi artisti di rilievo, alcuni dei quali nel corso del tempo sarebbero diventi celebri. Gayforf, critico d’arte, esplora il periodo avvalendosi soprattutto delle tante conversazioni intrattenute in trent’anni con testimoni e protagonisti, raccogliendo impressioni, dichiarazioni di estetica e aneddoti relativi a molti importanti artisti, tra i quali Bacon, Freud, Auerbach, Hocjney, Rley, Bowling e Hodgkin. E’ un libro da non perdere, soprattutto per gli amanti dell’arte contemporanea, perchè è un racconto storico-artistico, riccamente illustrato con fotografie documentarie e opere d’arte. L’autore ha avuto una grande capacità di intrecciare le diverse sensibilità e le opere dei pittori, per dimostrare come a Londra, dopo un periodo in cui era stata dichiarata morta, fosse ben viva e prospera. I pittori inglesi erano consapevoli dell’influenza occidentale di Pollock e Giacometti, ma anche della tradizione pittorica di Piero della Francesca fino arrivare a Picasso e Matisse. Una corrente pittorica quella inglese che si contrapponeva alla fotografia e ad altre forme espressive.

Dopo il bel saggio sul Bernini, il critico d’arte e divulgatore culturale Tomaso Montanari ha pubblicato dalla casa editrice Einaudi un saggio su VELAZQUEZ E IL RITRATTO BAROCCO.
Riprendendo un brano dell’Enrico IV di Shakesperare, Montanari evidenzia lo stile sublime e quello realistico che si mescolano soprattutto nella pittura in un senso di piena libertà. Ma è solo nei ritratti di Velazquez che vediamo davvero il volto dei principi scololarsi per la stanchezza. All’inizio del Seicento, la rivoluzione di Caravaggio abbatte la separazione e la gerarchia dei generi, ma non in Italia. Infatti sono due pittori Velazquez e Rembrandt che raggiungono i vertitici della verità della pittura e questo accade soprattutto nei ritratti. Quelli di Velazquez riescono a conciliare un’obiettività da pittura di natura morta con un’inesorabile capacità di inchiodare alla tela l’anima delle persone. Francis Bacon ha scritto: “In tutti i suoi dipinti Velazquez fa trasparire l’emozione persino in quelle bellissime opere dove le figure hanno una meravigliosa struttura e al tempo stesso la colorazione di un Monet. Si avverte sempre il passaggio dell’ombra della vita”.

PAOLO MONTANARI

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