Il polso del commercio

Il veloce turnover dei piccoli negozi, e cioè la tendenza ad aprire una nuova attività e a chiuderla poi in un arco di tempo limitato, è ormai un fenomeno piuttosto consueto nei centri storici e nei quartieri delle nostre città. “Un fenomeno –spiega Giorgio Bartolini direttore Confesercenti Pesaro e Urbino– che, da una parte, può essere letto in positivo: aprire una nuova attività e quindi concedersi una nuova opportunità lavorativa, è divenuto più agevole, sia da un punto di vista burocratico, sia in termini economici, ad esempio a Pesaro l’Amministrazione concede alle nuove attività lo sgravio delle tasse comunali per tre anni. Dall’altra parte, si tratta evidentemente di un segnale negativo in termini di tenuta dell’economia e, in particolare, del settore commercio: il negozio di vicinato fatica a sopravvivere per i costi troppo alti di gestione e di affitto, per la concorrenza ancora marcata della grande distribuzione, per un sempre troppo scarso supporto delle banche in termini di credito ed anche per una rivoluzione delle abitudini di acquisto e delle modalità di vendita. Mi riferisco –prosegue Bartolini- al fatto che la spesa delle famiglie è ancora limitata e ciò determina da parte dei commercianti una corsa all’offerta che, però, si sta rivelando controproducente: i consumatori ormai bloccano gli acquisti in attesa di una giornata di sconti, in realtà disponibili per gran parte dell’anno. E’ ovvio che va rivisto il sistema delle offerte, equiparando, fin dove possibile, le imprese reali e quelle on line”.

Nella provincia di Pesaro e Urbino il dato delle aperture e chiusure delle attività commerciali è stabile nell’ultimo anno: “I dati di Unioncamere Camera di Commercio delle Marche –aggiunge Bartolini- relativi alla provincia di Pesaro e Urbino a settembre 2018, indicano 110 imprese cessate e 59 imprese iscritte nel settore commercio. Rispetto allo stesso periodo del 2017 (118 imprese cessate e 52 iscritte) la variazione percentuale è minima. Questo, a fronte del dato regionale pari a 1422 iscrizioni e 2002 cessazioni sempre nei primi nove mesi del 2018. Numeri che indicano una stabilità del settore commercio nella nostra provincia in termini strettamente numerici. Numeri che, però, non danno l’esatta percezione della situazione generale ancora di grande difficoltà. Scarsa è la fiducia dei consumatori e limitata la liquidità di denaro da spendere. Va detto che, per quanto riguarda il Comune di Pesaro, la sensazione è quella di una ritrovata dinamicità in termini di promozione turistica e di valorizzazione delle risorse culturali. Interventi che si riscontrano in termini pratici, nella riqualificazione dell’arredo urbano, nel rifacimento di tratti stradali, nel recupero di edifici storici come contenitori di eventi e non solo, e, in termini di visione politica, nella programmazione a medio e a lungo termine di manifestazioni culturali e sportive come, ad esempio, la candidatura della città di Pesaro a Capitale Europea della Cultura 2030”.

CONFESERCENTI PESARO URBINO – UFFICIO STAMPA

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