Leggere, leggere…. riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

IL VIAGGIO DANTESCO DELLA SANTIFICAZIONE tradotto dall’inglese dall’autore, ANTONIO C. MASTROBUONO, (Olschki editore), è un saggio di grande interesse letterario. Il prof. Mastrobuono è un seguace dell’approccio critico che legge la DIVINA COMMEDIA come opera scritta secondo l’allegoria dei teologi piuttosto che secondo l’allegoria dei poeti. In questo egli si trova sulla via maestra della più aggiornata scuola di studi danteschi americani. Il suo personale contributo a questo orientamento ermeneutico è la dimostrazione che il modello analogico, l’intertesto culturale secondo cui è costruito il poema di Dante, è il Libro della Salvezza, la Bibbia, ma come codificata dalla Liturgia Cristiana; in questo particolare caso la liturgia della Settimana Santa. Alcune delle più persistenti cruces del testo di Dante sono di conseguenza risolte dal professor Mastrobuono. Egli effettua ciò con l’introdurre riferimenti pertinenti al grande codice del Rito Romano.

-Professor Mastrobuono, con questo saggio fornisce un contributo innovativo agli studi danteschi….

“Spero di dare elementi nuovi. Circa trent’anni fa Charles Singleton pubblicò un libro intitolato JOURNEY TO BEATRICE (Viaggio a Beatrice). La tesi principale di questo libro è che il viaggio di Dante attraverso l’Inferno e il Purgatorio sotto la guida di Virgilio sia una preparazione alla grazia santificante che Dante avrebbe ricevuto con l’avvento di Beatrice sulla vetta del Purgatorio. Singleton si rifece al libro Conversione e grazia di San Tommaso D’Aquino di Bouillard. Negli Stati Uniti il libro di Singleton ha finito per essere la più alta, interpretazione della Commedia, per gli ultimi tre decenni. Ora nel primo capitolo di questo studio, “La grazia santificante: giustificazione e merito”, ho cercato di dimostrare che la tesi di Singleton sulla Commedia è basata su un’interpretazione erronea di S. Tommaso e che il viaggio di Dante sotto la guida di Virgilio attraverso l’Inferno e il Purgatorio è un effetto e non una preparazione alla grazia santificante che Dante ha già ricevuto prima di entrare nel regno dell’aldilà. Nel secondo capitolo di quest’opera, “Questo è il giorno fatto dal Signore”, adduco nuovi argomenti a sostegno della mia tesi, che il primo giorno in purgatorio non sia la domenica di Pasqua, come è stato creduto dalla maggioranza dei critici. E’ invece un giorno in purgatorio che corrisponde alla notte della Vigilia del Sabato Santo a Gerusalemme. Nel terzo capitolo “L’enigma forte: una mortificazione dell’intelletto”, propongo un nuovo approccio al vecchio problema della profezia di Beatrice. Per dare un’idea dell’importanza e del valore di questo problema, basterà dire che la filosofia della storia di Dante rimarrà incompleta finchè questa profezia sarà irrisolta. Ho voluto dare una soluzione nuova, che supera quella di Jacopo della Lana, una prova che dovrà scaturire dal testo stesso della Commedia. Vi è infatti nella Commedia un riferimento aristotelico al Sigillo che verrà ripreso da Dante. Uno studio e un’interpretazione dell’opera di Singleton che comunque apre a numerose interpretazioni”.

PAOLO MONTANARI

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