Si è svolto nella chiesa di Cristo Re l’atteso incontro critico-musicale per rendere omaggio a Rossini

Si è svolto nella chiesa di Cristo Re l’atteso incontro critico-musicale per rendere omaggio a Rossini nell’ambito delle celebrazioni rossiniane, e che rientra nel programma della Festa di Cristo Re. Protagonisti i maestri Giuliana Maccaroni e Martino Porcile all’organo, con trascrizioni di musiche rossiniane a quattro mani e il commento critico e storico di Paolo Montanari. Una bella serata piena di emozioni in cui Montanari, seguendo una linea storico-musicale inversa, ha introdotto la morte di Rossini come termine di un’esistenza apparentemente serena, ma che rispondeva ad una frequentazione di 40 anni con il male oscuro, quella depressione che lo avrebbe colpito e portato alla morte. Rossini e la verità e la maschera, Un aspetto che Montanari ha approfondito ripercorrendo la vita di Rossini, la figura materna essenziale per la sua eduzione e formazione musicale. I due maestri d’organo hanno eseguito parte dell’ouverture dal Guglielmo Tell, opera che finisce la produzione operistica di Rossini e diviene linea di confine con il famoso silenzio rossiniano, che inizierà all’età di 37 anni e durerà per 40 anni, dando poi inizio alle composizioni sacre dello Stabat mater e Petite Messe Solennelle. La serata è poi proseguita con una riflessione di Montanari tratta dall’introduzione al libretto di Alberto Zedda e due momenti significativi per la vita di Rossini, la prima sfortunata de Il Barbiere di Siviglia all’Argentina a Roma e la direzione della Gazza ladra da parte di Rossini e lo sfortunato commiato del cigno di Pesaro con la città dopo il complotto del Pergomi nei suoi confronti. I momenti musicali che si sono susseguiti sono stati meravigliosi dalla sinfonia della Semiramide a quella del Barbiere di Siviglia e infine la memorabile Gazza ladra. Bravi Giuliana Maccaroni e Martino Porcile, per le belle trascrizioni d’organo. Un plauso all’organizzazione dal presidente dell’Associazione Vespri d’organo, dottor Pierfrancesco Marini e don Giovanni Paolini, parroco di Cristo Re.

PAOLO MONTANARI
FOTO GIULIANA MACCARONI

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