Sala Rossa del Comune di Pesaro affollata per il primo incontro sulle Origini di Pesaro. Con foto

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Una Sala Rossa del Comune di Pesaro, mai tanto affollata, per il primo incontro sulle Origini di Pesaro, nell’ambito del ciclo di quattro conferenze dal titolo AMARCORD PESARO a cura di Paolo Montanari ed organizzate da Assonautica di Pesaro e Urbino, Pegasus associazione culturale di Cattolica e Pelasgo968 associazione culturale di Grottammare. Parlare delle origini di Pesaro significa ripercorrere secoli di storia, teorie e scoperte archeologiche e geologiche. Se Lorenzo Braccesi con gli studi su Marco Livio Druso Claudiano, evidenzia la presenza dei romani nel territorio pesarese, bisogna risalire ha sottolineato il relatore della serata, l’architetto Achille Paianini, alla Pesaro geologica, che ha come primo riferimento Ippodromo da Mileto IV sec. a.c., che stabilì delle regole già codificate nella successione degli spazi pubblici. Da qui nel tempo è nata una progettazione su stratificazione territoriale che comprende anche Fiorenzuola e Novilara che alle origini era abitata da pirati. Un territorio alluvionale, dove iniziarono gli scambi fra Greci e Piceni, per quanto riguarda il grano, anche se nel 390 a.c. a Senigallia si erano stabiliti i Galli Senoni che per un secolo hanno inventato e sviluppato la mietitrebbia. Nel territorio della futura Pisaurum si erano invece stabiliti i coloni iritani a cui si riferisce il Lucus Pisaurensis, dove si trovava anche un tempio pagano e dove sono stati trovati numerosi ex voto fra cui il cippo di Mater matrita. Queste esperienze, che anticipano il cristianesimo, mantengono fermi i principali presupposti economici, come la salvaguardia dell’agricoltura. Dopo i coloni iritani nel 184 a.c. si formano due colonie: Pisaurum e Potentia, l’attuale Porto San Giorgio, che ci permette quest’ultima di ricostruire la pianta originale di Pisaurum, che fu spostata. In quegli anni arriva un finanziamento da Roma e il Porto viene ad avere la sua prima identità. Con Federico da Montefeltro che farà guerra ai Malatesta con delle cannonate e distruggerà molte vestigia romane. Fano invece si arrende e per farsi perdonare costruisce in omaggio alla romanità il San Michele, ancora oggi ben conservato. A Pesaro in via Diaz fu trovato dall’architetto Drudi, un decumano romano, in cui si ipotizza potessero essere collocati originariamente I BRONZI DORATI, ritrovati in località Cartoceto ed ora collocati nel museo di Pergola. Della presenza dei Romani a Pisaurum e Ariminum, sono state riscontrate diverse teorie. A Pisaurum, Augusto fa costruire un teatro, come si vede dalla medaglia di Costanzo Sforza, ma non l’anfiteatro che fu di Vespasiano.

Dove si trova o trovava il teatro romano, si è chiesto Paianini?

“Ritengo, ha sottolineato il relatore, che in piazzale Collenuccio, vicino alla Cattedrale, si trovasse il teatro, anche perchè a Palazzo Lazzarini, il vecchio seminario, sono stati trovati dei basamenti del periodo Cesareo o Augusteo e dunque secondo una mia teoria che sto perfezionando che in questo decumano romano, precisamente in questa zona fra Duomo, piazzale Collenuccio e palazzo Lazzarini, potevava essere collocati i BRONZI DI CARTOCETO”.

Un altro aspetto che si sviluppa a Pisaurum e il suo territorio, oltre alla fertilizzazione agricola, è l’estensione del principio greco di Bellezza, che trova la sua realizzazione nei mosaici che sono di derivazione greca, come quello di LEDA E LE STAGIONI che fu scoperto vicino alla nuova Provincia e che ora si trova nel Museo Archeologico di Ancona. Un’altra fase storica fu quella di Bisanzio, Ma il momento storico che fortemente incide sulla città è quello del Rinascimento sforzesco e dopo dei Della Rovere. Ma tornado alla Pesaro antica, vi sono delle fonti certe, riprese anche dall’Olivieri, quelle dell’abate Colucci di Fermo che scrisse 31 libri sui Piceni e un libro su Pesaro. Ma sono le medaglia, come quella di Costanzo Sforza che ci raccontano la città , con il ponte del Foglia, e l’anfiteatro romano, che fu ridisegnato dallo Stefani.

Dove si trova questo anfiteatro?

“Molto probabilmente, sottolinea Paianini, fra il negozio di Ratti e il vescovado. Solo con un georader, a circa 10 metri, si potrebbe ubicarlo concretamente. In realtà a Palazzo Ducale, sede della Prefettura di Pesaro, vi è una serie di conci presi dall’anfiteatro”.

Insomma sulla Pesaro antica, vi sono ancora molti misteri. il ritrovamento del teatro, lo studio e le nuove prospettive sui mosaici in particolare del Duomo, la zona del cesareum o augusteum, il tempio di Giove, che solo con un geosondaggio si potrebbe riscoprire e la vecchia Flaminia.

Come trovare questi tesori, la nostra storia?

“Occorre costruire mappe del territorio, ha sottolineato Paianini, come per il Parco Miralfiore, allora il problema di manutenzione anche storico-archeologico può essere salvaguardato”.

 

PAOLO MONTANARI

FOTO ACHILLE PAIANINI

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