Seconda lezione della Storia del teatro all’associazione Maria Rossi

Continua con successo la STORIA DEL TEATRO a cura di Paolo Montanari nella sala conferenze dell’Associazione culturale Maria Rossi. Montanari ha introdotto storicamente e criticamente IL TEATRO RINASCIMENTALE e gli attori: Elvira Montesi, Donatella Biagioli, Carla Rondanini, Franco Andruccioli e Giancarlo Mazzoli hanno letto e interpretato una parte dell’AMINTA DI TASSO E LA MANDRAGOLA DI MACHIAVELLI. Con il teatro Rinascimentale, ha sottolineato Montanari, si afferma il teatro erudito, nato dallo studio dei classici greci, latini, riportati su scene improvvisate, davanti ad un pubblico raffinato. Motivo centrale la riscoperta del mondo e dell’uomo nei loro valori immanenti, naturali, laici, contro la trascendenza della concezione medievale. Con la stagione della commedia umanistica dell’arte, che domina le scene e le piazze in Italia e in Europa e con il gusto dell’improvvisazione su canovacci e la definizione di ruoli fissi come le maschere, iniziano le prime forme tipiche del teatro Rinascimentale. A queste si aggiungono il DRAMMA PASTORALE, creazione italiana, e la tragedia ricalcata su Euripide. Le rappresentazioni avvenivano in luoghi teatrali appartenenti alla più alta nobiltà, almeno in principio, infatti successivamente le rappresentazioni e le interpretazioni erano interamente affidate alle emergenti scuole teatrali. Gli interpreti di questo nuovo teatro furono in principio solo gentiluomini, accademici e studenti ma con l’allargarsi della visione umanistica, dal XVI secolo, anche professionisti, provenienti da scuole di specializzazione. Ad ogni modo si tratta ancora di attori dilettanti nel genere specifico; nascono le prime accademie, che commissionavano i lavori insieme a mecenati ed enti culturali. Spesso i testi venivano arricchiti da interventi estemporanei degli attori, fino a ridursi a pretesti per le invenzioni dei comici. Importante fu la riapparsa in scena delle donne, contro i rigori della chiesa. Tutto ciò contribuì ad affermare la figura dell’attore, passando anche per la formazione, in epoca più tarda, delle prime compagnie. La commedia improvvisata vedeva i personaggi stilizzati in altrettanti tipi fissi, come le maschere. Uno degli aspetti significativi del teatro Rinascimentale è la scena contadina e che fonda la nostra idea di teatro oggi. La scena rinascimentale unifica il luogo dello spettacolo in un quadro solo e unitario, raffigurante quasi sempre un angolo della città. Nel teatro rinascimentale la commedia è l’effimero, la scenografia è il durevole, lo stabile, il perpetuo. Ma vi sono alcuni autori come Machiavelli e il Tasso che si indirizzarono verso il senso del tragico. Si trattava di teatro di corte come La calandra, rappresentata nel 1513 a Urbino. Vi è poi la scena villanesca con la tradizione senese (Niccolò Campani), che influenzerà il RUZZANTE. A Venezia con un certo ritardo rispetto all’Italia Centro settentrionale si sviluppano le compagnie della calza. Esempi di scena cittadina sono la Venexiana, di autore ignoto in cui si evidenzia la centralità della dimensione urbana. E qui è straordinario l’impianto spazio-temporale. La Mandragola che è l’opera teatrale più importante del 1500, è una commedia scritta nel 1518. E’ un testo che fa un uso moderno della tecnica della contaminazione che prevedeva con gli autori latini Plauto e Terenzio, una profonda modificazione del modello di riferimento in senso moderno. Innesta tematiche che riprendono dalla novellistica italiana, il Decameron di Boccaccio. La madragola rappresenta un mondo che dovrebbe strappare il sorriso del pubblico. In realtà è un mondo cinico e spietato. L’Aminta del Tasso è una favola pastorale composta nel 1573 e pubblicata nel 1580 circa. La prima rappresentazione a Ferrara e poi a Pesaro con l’inserimento dei cori. L’Aminta esprime una fondamentale aspirazione dell’anima e della poesia tassiana, l’abbandono al piacere. L’opera rispetta il principio aristotelico dell’unità del tempo, di luogo ed azione.

PAOLO MONTANARI

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