Leggere, leggere…… riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

Presentiamo ai nostri lettori, tre saggi sulla letteratura, poesia e avanguardie artistiche.

Laura Neri, docente di Critica e teoria della Letteratura e Stilistica del testo all’Università agli Studi di Milano, è l’autrice del libro I SILENZIOSI CIRCUITI DEL RICORDO – ETICA, ESTETICA E IDEOLOGIA NELLA POESIA DI GIOVANNI GIUDICI (CAROCCI EDITORE). Giudici è unanimemente considerato uno dei maggiori poeti del secondo Novecento italiano. Questo libro si propone di indagare il suo itinerario poetico che, dagli anni del miracolo economico, giunge alle soglie del nuovo millennio, sperimentando una grande varietà di stili e di registri, e rappresentando in versi la complessità di una vicenda umana ed esistenziale, l’universo insondabile dell’eros, la disarmonia dei rapporti intersoggettivi, sullo sfondo di una dimensione storica e sociale nella quale si riversa il costante sentimento di colpa dell’individuo. La memoria appare il veicolo privilegiato di uno sguardo riflesso che, attraverso i modi dell’ironia, della pantomima, di un sublime invocato e alluso, o di un cupo pessimismo, ripercorre i labili indizi dell’esperienza. Se la tradizione poetica dei maestri, riconoscibili in Montale, Saba, si rivela impraticabile, le tecniche, le regole, la deontologia della scrittura vengono sottoposte a un processo nel quale si traducono le antitesi e le contraddizioni di una modernità con la quale Giudici si pone spesso in conflitto. Ne deriva una idea di poesia che non  può essere concepita come impegno, come azione propositiva e interrogativa nei confronti di un universo individuale e collettivo.

Monica Cioli si occupa da anni del rapporto tra arte e politica. Tra i suoi lavori IL FASCISMO E LA SUA ARTE. DOTTRINA E ISTITUZIONI TRA FUTURISMO E NOVECENTO e ARTE E SCIENZA INTERNAZIONALE. IL MODERNISMO FASCISTA NEGLI ANNI VENTI. Con il saggio ANCHE NOI MACCHINE! Avanguardue artistiche e politica europea (1900-1930) (CAROCCI EDITORE). la Cioli vuole ricostruire il significato politico della macchina nelle avanguardie artsitiche, oltre che le affinità e le divergenze dei loro discorsi, orientati alla rifondazione di una società e di un uomo completamente nuovi. Esso analizza inoltre il dibattito sulla razionalizzazione in Germania, Francia e Italia, la ricezione del taylorismo e del fordismo in questi paesi e nel discorso degli artisti. L’autrice sfugge dall’intreccio dei due campi di politica e arte nella modalità tradizionale di causa-effetto e presenta, invece, l’estetica modernista degli anni Venti e oltre come vera e propria elaborazione di un ordine nuovo spesso sfociante in utopia.

PAOLO MONTANARI

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