I problemi della viabilità minano l’incolumità degli studenti dell’Istituto Agrario Cecchi, il cui trasporto con l’autobus è sospeso

“Mi chiamo Antonella Gaudenzi e scrivo a Pesaro Notizie in modo dettagliato per descrivere tutto ciò che è successo dal 20 Settembre ad oggi in relazione alla viabilità e a discapito degli studenti dell’Istituto Agrario Cecchi. Il problema comincia, per noi, intorno al 20 Settembre con l’inizio dell’orario definitivo della scuola. Con i lavori dell’allargamento del ponte in via Selvagrossa, il traffico viene deviato in via degli Sminatori, quindi anche i mezzi di trasporto pubblico. Le corse della circolare destra e sinistra vengono soppresse per il paese di Case Bruciate, quindi i ragazzi che frequentano l’Istituto Agrario Cecchi devono scendere prima della rotatoria dell’autostrada e percorrere il tratto di strada fino al paese a piedi. Non che questo faccia loro male, ma sicuramente è un tratto di strada, a quell’ora, pericolosissimo, privo com’è di spazi laterali dove poter camminare. Io, il 25 Settembre, chiamo Adriabus, ma come solito non risponde nessuno, e una segreteria telefonica dice di mettersi in contatto attraverso Facebook. Ok, scrivo, espongo il problema e mi dicono che c’è un ordinanza che vieta di passare, possono transitare solo le anulari destra e sinistra. Ho un filmato che documenta il passaggio dentro il paese, la mattina alle 7,10, di un autobus delle stesse dimensioni della circolare destra e sinistra (detta lumacone). A questo punto scrivo al sindaco. Mi risponde e mi dice di contattare l’assessore ai trasporti, con tanto di numero telefonico e indirizzo e-mail. Chiamo, mi risponde la segretaria dell’assessore, persona gentilissima e disponibilissima, mi dice subito che prenderà in carico la segnalazione e mi farà sapere. Così è stato, mi richiama il giorno dopo (26 Settembre), dicendomi di avere pazienza fino il 10 Ottobre, data di fine lavori, tant’è che io, scherzosamente, le dico: “Il 10 ottobre di che anno? Perché di 10 Ottobre ce n’è uno all’anno”. Nel frattempo passo a controllare a che punto sia il cantiere, l’11 Ottobre richiamo la segretaria che, giustamente, non sa più cosa dirmi, mi dice di mettermi in contatto con i vigili urbani; parlo con la vigilessa della quale ho avuto il numero, con molta disponibilità mi dice che informerà e mi farà sapere, dopo due giorni la ricontatto perché tutto tace; mi dice che Adriabus non ha risposto e che la data di fine lavori è rinviata al 30 Ottobre. Ora sono stanca e mi affido ai social, non contatto più nessuno, siamo ormai il 10 Novembre e tutto è come il 25 Settembre, i lavori sono ancora indietro e i nostri ragazzi, se nessuno li prende alla fermata, rischiano la vita tutti i giorni. Io vorrei che non si pensasse solo alla ruota panoramica, alla notte bianca della musica ecc ecc…. Oltretutto invito chi di dovere a percorrere con me quella strada in certi orari. Mi chiedo, ma questi lavori non si potevano fare quest’estate? Forse era meglio!”

 

Antonella Gaudenzi

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