L’Accademia Incisoria: il recupero di un’arte

Con le loro acqueforti, acquetinte ed altre tecniche miste hanno contribuito al successo del recente volume “Marche – omaggio in versi”, un’antologia poetica dedicata alla nsotra regione. 11 artisti dell’incisione, aderenti all’AIIA (Accademia Internazionale Incisione Artistica) che hanno illustrato e commentato le poesie di 57 poeti marchigiani. Con sede sociale in Candelara, l’Accademia, che è stata fondata dal Prof. Walter Baiocchi ed alla cui presidenza ora siede il Prof. Lorenzo Fattori, ha lo scopo di incoraggiare lo svolgimento delle attività artistiche in genere, ed in particolare di incentivare quei progetti rivolti alla realizzazione del libro d’arte visto nel suo contesto generale. Conseguentemente a queste finalità, promuove le arti dell’incisione artistica in xilografia, calcografia e litografia, approfondendo e divulgando le conoscenze di quelle tecnologie d’incisione e di stampa, volte alla realizzazione della stampa d’arte originale. Nell’affrontare questo intento, è basilare poter contare sul più possibile ampio aspetto di conoscenze e di iniziative culturali, quindi di competenze nella creazione di una condizione di lavoro sinergico, che garantisca qualità al prodotto.

La gloriosa arte dell’incisione, materia oggi apprezzata da pochi collezionisti ed amanti, nei secoli trascorsi era la protagonista indiscussa dell’illustrazione dei libri e veniva soprattutto usata per la diffusione delle immagini. Il successo di questa tecnica artistica era dovuta a due fattori: l’economicità e la velocità; infatti, nessuna altra tecnica consentiva di ottenere una riproduzione multipla a basso costo quale la lastra incisa e stampata su carta. L’utilizzo dei caratteri mobili per comporre le pagine di testo e delle lastre decorate consentivano di diffondere i libri in tempi veloci ed a prezzi economicissimi rispetto a quelli miniati.

Questo sistema, affermatosi tra fine XV e inizio XVI secolo con le prime edizioni chiamate incunaboli, durerà incontrastato fino al XX secolo, quando si affermerà anche l’uso della fotografia nell’illustrazione del libro, che sostituirà l’ incisione; questa tipologia di illustrazione abbatterà ulteriormente i costi e tempi di produzione. Ma la novità dei nostri giorni è che la tradizionale editoria è messa in crisi dalle nuove edizioni digitali, che ogni persona può curarsi da sola attraverso dei programmi.

Viene da chiedersi se nel XXI abbia ancora senso esercitare l’arte dell’incisione e curare dei libri raffinati e ricercati come questo!

Nel XXI secolo è senz’altro una scelta editoriale insolita ed inconsueta quella di illustrare un libro con immagini incise, ma del resto un libro di poesie ha necessità di un’illustrazione particolare e ricercata.

La poesia, come l’incisione, sono arti per pochi eletti, non apprezzate in una società come quella in cui viviamo dove si vuole giungere subito e velocemente alla meta. Invece l’incisione, come ad esempio la ceramica, richiedono tempi lunghi di realizzazione, impegno e sicurezza della tecnica di lavorazione e, soprattutto, il risultato lo si vede solo dopo aver terminato il lavoro di creazione. Quindi, se si commette un errore bisogna ripetere il lavoro da capo. Tutte caratteristiche non spendibili e non apprezzate in un mondo che, non senza ragione, possiamo definire dell’ “usa e getta”.

Un’arte, quella incisoria, che nel nostro territorio è ancora viva grazie alla presenza di corsi specifici negli istituti artistici di Urbino. L’Accademia si batte da anni per far conoscere e diffondere questa arte, non solo organizzando corsi con maestri ma anche attività collaterali attraverso mostre e conferenze.

Nasce nella città ducale di Urbino per volontà di Walter Bajocchi, maestro di micro incisione per valori bollati; successivamente si trasferisce nel piccolo borgo di Novilara e infine a Candelara. Ha la sua sede espositiva presso il Museo delle Colline di Novilara, dove ogni anno, nel periodo estivo, organizza mostre per approfondire la conoscenza dell’incisione contemporanea. Al momento, circa una cinquantina di persone sono iscritte all’associazione e una quindicina sono i maestri che frequentano il nostro sodalizio.

In accordo con l’amministrazione comunale di Pesaro, tiene un corso gratuito per gli abitanti del quartiere n. 3 per diffondere la conoscenza e la vita della associazione proprio all’interno del territorio che la ospita e soprattutto sviluppa un corso con i bambini della locale scuola primaria che vivono l’ esperienza di realizzare un libro d’arte illustrato, partendo dalla scrittura del testo fino alle illustrazioni e l’impaginazione dello stesso.

Testimonial d’eccezione è il maestro Mario Logli che ha accettato di far parte del progetto dell’AIIA: un artista che si è eletto ambasciatore della civiltà urbinate nel mondo attraverso la sua poetica artistica e continuamente ci invita a riflettere sul rispetto della natura.

Altra presenza importante è quella di Pierluigi Piccinetti, grande amatore dell’arte incisoria, arte che pratica con un torchio nel suo studio. In passato ho già avuto modo di definire la sua pittura quella di un “tempo sospeso”, in quanto protagonista delle sue composizioni sono spesso oggetti della sua infanzia, o di altri periodi, inseriti in nuovi contesti in cui rimangono emblemi di un passato ma non sempre si può coglierne il loro passato senza che l’autore ne racconti la particolare storia.

Una storia, quella dell’Accademia, che continua…

 

Bruno Mohorovich

In foto da sinistra: Lorenzo Fattori, Elisa Piana, Mario Logli, Bruno Mohorovich

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