Il gasolio? Ormai costa come un litro di vino

Autotrasportatori pesaresi infuriati per i continui aumenti

Luciano Barattini: Non ce la facciamo più. Nei primi sei mesi del 2018 hanno cessato l’attività 34 aziende di autotrasporto a fronte di 6 sole nuove attività Il peso delle imposte sul gasolio va ridotto sotto il 50 per cento”.

PESARO – Autotrasportatori pesaresi infuriati per il vertiginoso aumento del gasolio. Novecento euro all’anno di maggiori costi per il gasolio da autotrazione. E’ quello che devono sborsare gli oltre mille autotrasportatori della provincia che lavorano su linee nazionali a causa dell’aumento di 0,026 euro al litro in poco più di quattro mesi. Più contenuta la spesa per quelli che si limitano a effettuare viaggi all’interno della regione.

“In ogni caso si tratta di costi” – afferma il presidente provinciale Cna Fita, Luciano Barattini – che vanno a gravare sui bilanci di imprese che sono già ridotti all’osso a causa non solo del caro gasolio ma anche della concorrenza di vettori stranieri e dei pedaggi autostradali. La conseguenza? Nei primi sei mesi del 2018 hanno cessato l’attività 34 aziende di autotrasporto, a fronte di sole 6 nuove iscrizioni all’Albo”.

Al primo ottobre in Italia il prezzo del gasolio alla pompa è di 1,528 euro al litro, più del costo di un litro di vino sfuso. Sui 28 Paesi dell’Unione Europea soltanto in Svezia pagano di più (1,559 euro). Ma in Italia, a differenza della Svezia, fare il pieno costa caro a causa dell’incidenza delle imposte sul prezzo alla pompa, che si “mangia”0,855 euro al litro, pari al 58,44 per cento del prezzo totale. Al contrario, il prezzo industriale incide molto meno. Senza imposte pagheremmo il gasolio 0,635 euro al litro e ci collocheremmo al diciannovesimo pasto tra i Paesi dell’Unione Europea.

“Noi” – aggiunge Riccardo Battisti, responsabile CNA-Fita – chiediamo al Governo l’eliminazione di accise anacronistiche, come quelle che ancora paghiamo per la guerra d’Etiopia o per il terremoto dell’Irpinia. In tutto paghiamo ben 17 accise a cui va aggiunta l’Iva al 22 per cento. L’Italia deve portare le imposte sul gasolio sotto il 50 per cento del costo complessivo alla pompa, come avviene in tredici Paesi dell’Unione Europea. Ne va non solo del futuro dell’autotrasporto, ma è in gioco la competitività del sistema Paese”.

 

Ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina o di gasolio L’elenco completo delle 17 accise sui carburanti, a cui va aggiunta l’Iva al 22%.

  1. 0,000981 euro: finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936)
  2. 0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)
  3. 0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)
  4. 0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)
  5. 0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968)
  6. 0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976)
  7. 0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980)
  8. 0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)
  9. 0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)
  10. 0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
  11. 0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)
  12. 0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)
  13. da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)
  14. 0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)

CNA di Pesaro e Urbino

Ufficio Stampa

Claudio Salvi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...