Leggere, leggere…. riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

Dedichiamo questa puntata della rubrica Leggere, leggere…. riflettere alle due figure di Papa Paolo VI e del vescovo Oscar Romero, proclamati Domenica 14 Ottobre da papa Francesco, santi. Sono usciti a tal proposito numerosi libri su queste importanti personalità del Novecento, ma noi prenderemo in esame due fresche di stampa: PAOLO VI Il santo della modernità, di Domenico Agasso jr e Andrea Tornielli, quest’ultimo noto vaticanista dal 2011 per la Stampa e coordinatore del sito web Vatican insider. Si tratta di una biografia completa e aggiornata che racconta la figura innovatrice di PAOLO VI, il Pontefice che concluse il Concilio Vaticano II e il mantenimento della Chiesa unita. Con linguaggio vivace e appassionante, gli autori ripercorrono la vita del santo, fino al recente processo di canonizzazione e al riconoscimento del miracolo per sua intercessione.

Per parlare di questo grande Pontefice, sensibile all’Arte, riprendiamo alcune riflessioni della nipote Chiara Montini, che parla di questo speciale zio.
Chiara Montini, classe 1954, in questi anni si è posta una serie di interrogativi sullo zio Papa. Come è nata la sua vocazione? Come ha fatto ad avere un rapporto così forte con i suoi familiari? Come è riuscito a creare la classe dirigente? Come ha fatto ad intuire le tante fragilità dell’uomo? Come ha vissuto gli anni a Milano con l’idea fantastica della missione popolare? Cosa ha provato nella solitudine dell’ultima parte del pontificato? “La canonizzazione di mio zio, mi fa comprendere, il privilegio che ho ricevuto, ad assistere alle sue messe. Quando celebrava la messa si trasfigurava. Da bambina pensavo fosse Gesù”. E sì, perchè Chiara e sua sorella Elisabetta frequentarono da adolescenti i giardini vaticani. Le amate nipotine di Papa Paolo VI, figlie di suo fratello Francesco. L’ammirazione per lo zio rimase sempre forte anche se sottolinea Chiara: “E pensare che per molto tempo, soprattutto durante la contestazione, arrivai quasi a negare le radici familiari, perchè il cognome era un fardello troppo pesante da sopportare”.”Chiamarsi Montini significava essere criticati soprattutto per la sua fermezza. Per questo retaggio a cui corrispondeva un mondo roboante giornalistico e anche scandalistico, ho impiegato un pò a dire più tardi ai miei figli che in casa avevamo avuto un Papa”. San Paolo VI aveva un carisma che non era solo quello di calamitare le persone; ma anche quello di far capire all’altro che è importante. “Desidero sfatare il mito, ha sottolineato Chiara Montini, che Papa Paolo VI, fosse una persona fredda e insensbile: era, invece, vicino e partecipe. Quando morì mio padre Francesco, che era un medico ed aiutò lo zio a costruire l’enciclica Humanae Vitae, Paolo VI si avvicinò ancora di più a noi ragazze, come fosse un padre”. Glì ultimi anni del pontificato sono stati vissuti nella solitudine e nel dolore per la morte dell’amico Aldo Moro.

Per conoscere meglio l’altro nuovo santo, l’arcivescovo Oscar Romero, consiglio di leggere OSCAR ROMERO. LA BIOGRAFIA di Roberto Morozzo Della Rocca (ED: SAN PAOLO). Un libro completo sulle tappe di vita pastorale e missionaria di Romero, che è divenuto santo dopo la postulazione della sua canonizzazione da parte di mons. Vincenzo Paglia.

Ne parliamo con un altro missionario, profondo conoscitore delle problematiche dell’America Latina, padre Giulio Albanese, giornalista e fondatore nel 2015 dell’agenzia giornalistica Misna.

“Oscar Romero ci ha lasciato il coraggio di osare e di mettere a confronto la quotidianità con la Buona notizia, sottolinea padre Albanese. l suo è stato un modo rivoluzionario di vivere il messaggio evangelico nella realtà concreta latinoamericana, e chi ebbe modo di conoscerlo da vicino rimase colpito dall’umiltà del tratto, dal suo spirito di preghiera, dalla indiscussa fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, soprattutto dal grande amore che egli nutriva nei confronti dei poveri, i suoi amati campesinos, vittime di ingiustizie sociali, che ancora oggi vivono in un contesto di DEMOCRATURE, una sorta di democrazia e dittatura. Il pensiero di Romero è stato spesso accolto con accuse pesantissime da parte della Chiesa, ma oggi in America latina, riconosciuto come un merito”.

-Come si è delineato il suo insegnamento?

“Mons.Romero si esprimeva sempre con libertà e franchezza evangelica, affermando la parresia, il coraggio di osare, come attestano le famose prediche domenicali alla Messa delle otto, nelle quali, dopo aver commentato le Scritture, ne confrontava gli insegnamenti con la situazione del suo Paese. Nel contesto della nostra Chiesa italiana, la sua testimonianza di vita trovò accoglienza, innanzitutto e soprattutto, negli ambienti del mondo missionario. La sua vocazione è stata, fin dall’inizio del suo ministero presbiterale, quello di vivere il messaggio cristiano, restando ancorato alla Chiesa”.

PAOLO MONTANARI

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