Il pubblico rende omaggio, nella sala conferenze del SOMS, a 3 pesaresi che salvarono 3 ufficiali inglesi. Con foto

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“Farò di tutto perchè i tre pesaresi, Alfredo Lisotti, Guido Canestrai e Ruggero Cagnazzo, ricevano una onorificenza pubblica della Gran Bretagna, per il loro atto di eroismo, nel salvare tre importanti ufficiali britannici”. Sono le parole della prof.ssa Rowena Coles, delegata del Console Generale Britannico di Milano, che ha partecipato alla presentazione del libro dell’Avv. Paolo Emilio Comandini, DUX68 (Argalia editore), nella sala conferenze del SOMS (Società operaia di mutuo soccorso) strapiena di persone. Dopo i saluti del presidente del SOMS dottor Emilio Melchiorri, il giornalista e addetto culturale del Soms ha presentato il libro, che ha definito di storia locale che si intreccia con i grandi avvenimenti della seconda guerra mondiale. Montanari ha voluto innanzitutto elogiare l’autore, per una scelta coraggiosa ed appassionata, nel voler raccontare, dopo una minuziosa ricerca documentaristica, la storia della cattura, prigionia e fuga di tre generali, con un titolo del libro originale DUX68, che è il nome dell’imbarcazione che trasportò i tre ufficiali inglesi fino a Termoli. Ma quali sono state le fonti che Comandini ha utilizzato per scrivere questo libro che è più di un libro di storia, perchè sono microstorie vissute, e protagonisti della serata sono stati i figli del cattolichino Galluzzi e del pesarese Lisotti. Innanzitutto L’autore ha rintracciato brani di precedenti narrazioni, rientranti nel contesto dell’8 settembre 1943, dove vi fu una confusione generale, che il regista Luigi Zampa ha ben mostrato sullo schermo con il film TUTTI A CASA con il camaleontico Alberto Sordi. Ma non si tratta solo di trasformismo, dettato dalla paura del momento, ma anche di scelte politiche, come l’adesione al PIL, una corrente politica rivoluzionaria che si dissociava dai Partigiani. Il volume LA ROMAGNA E I GENERALI INGLESI (1943-1944) che evidenzia il ruolo strategico dei tre ugfficiali inglesi e il loro contatto con il romagnolo Galluzzi e i tre pesaresi. Vicende complesse e avventurose che Comandini ha arricchito con un corredo storico tratto dai libri del giornalista Arrigo Petacco. E poi il mondo intorno al PIL (Partito Italiano del Lavoro) e la sua posizione all’interno della resistenza italiana. Alla sua guida Giusto Tolloy, l’intellettuale del gruppo, che prese i primi contatti con il generale Neame, il generale O’Connor e il maresciallo d’aria Boyd., che durante l’8 settembre riescono a fuggire e vanno sulle montagne dell’Appennino. Da qui una odissea che coinvolgerà i tre pesaresi e la centralissima Pesaro con piazza del Popolo e via Cairoli, dove attualmente si trova il SOMS. I tre pesaresi rischiando la loro vita riuscirono a far fuggire e salvare i tre ufficial inglesi. Valori questi della solidarietà, amicizia e perdono che oggi devono essere recuperati dalla società. Per questo motivo sarebbe importante che le nostre istituzioni si ricordassero di tre piccoli e grandi eroi pesaresi.

PAOLO MONTANARI
FOTO MARTA FOSSA

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