Il duo Lopez Solenghi manda in visibilio il pubblico pesarese al Teatro Rossini

E’ un duo, Lopez/Solenghi, consolidato nel tempo, che si ritrova dopo 15 anni, ma con una frequentazione personale quotidiana e soprattutto con quel bagaglio acquisito dal popolare trio Lopez, Marchesini e Solenghi. Venuta meno la figura femminile, vero vulcano di improvvisazioni, Massimo Lopez e Tullio Solenghi, in questi giorni al teatro Rossini di Pesaro, con il loro show che ha aperto la stagione di prosa, oltre ad essere attori di grande professionalità teatrale, basato sul rapporto scrittura del testo e interpretazione, hanno dimostrato per l’ennesima volta, di avere la capacità di osservare e incarnare nella memoria e riproporre, ampliare e dilatare i suoi effetti. L’esempio è quello proposto da Solenghi, che dopo aver letto una storia di un pilota d’aereo su un giornale, l’ha riproposta in senso comico-ironico, per cui il personaggio reale diviene simbolo dei dialetti italiani. E questo aspetto innovativo del duo piace molto al pubblico, che è andato in delirio, specie per l’omaggio finale e il ricordo ad Anna Marchesini. La scrittura teatrale e, in particolar modo quella comica, sono modulati sui ritmi e linguaggi della prosa quotidiana, ma nello specifico caso del duo Lopez/Solenghi, dalla quotidianità; la lingua deve avere una sua carnalità, deve essere credibile, continuamente adeguandosi alla lingua parlata e alle sue metamorfosi storiche e sociologiche. In Lopez e Solenghi, che oltre ad essere attori sono anche show man, accompagnati magistralmente dall’orchestra dello show teatrale, ritroviamo la capacità di avere un linguaggio credibile e riconoscibile dalla maggior parte della gente. E il convolgimento dello show pesarese, come con l’accensione dei cellulari nell’oscurità teatrale, ad accompagnare My way, interpretata da Massimo Lopez, è un elemento in più di uno spettacolo che non è solo comico, ma anche con i connotati drammaturgici. L’altro aspetto, di cui il duo è un esempio esemplare, è il lavoro di improvvisazione. Spesso infatti i due attori comici hanno travalicato il testo preconfezionato a cui fare riferimento, ed essendo autori dei loro monologhi, sono riusciti a modulare e accordare la parola scritta a quella che rimane poi nella vita teatrale. Vi è poi l’aspetto dell’intonazione. Pensiamo ai linguaggi di Papa Francesco e Papa Ratzinger, che il duo ha interpretato. Qui sono evidenti e ben presenti i ritmi e le intonazioni con cui i personaggi pronunceranno i loro discorsi. Se apparentemente il ruolo dell’attore comico sembra semplice, in realtà è accidentato e arduo. Lopez/Solenghi, che sono divenuti molto popolari attraverso la televisione, si aiutano, continuamente adeguandosi alla lingua parlata e alle sue metamorfosi storiche, anche con la tecnica fisica, non-verbale. Questo favorisce loro di individuare la gestualità e l’espressività vocale di un personaggio in sintonia con i contenuti verbali. Quindi, e per concludere, si può dire che nell’attore comico, vi è anche un tessuto drammaturgico, perchè la compenetrazione fra testi, movimenti, azione e parole, costituisce una trama fittissima e personale.

PAOLO MONTANARI
FOTO MARTA FOSSA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...