Lectio Magistralis del professor Luigi Alfieri, filosofo della politica e docente

Esiste un nesso fra la Costituzione italiana e Nelson Mandela, al di là degli anniversari, 70 dalla realizzazione della Carta Costituzione e 100 anni dalla nascita di Mandela? Con questo interrogativo si è aperta la lectio magistralis del professor Luigi Alfieri, filosofo della politica e docente dell’Universalità di Urbino, con precedenti lusinghieri di costituzionalista nella stessa università urbinate. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di tante persone nella sala Rossa del Comune di Pesaro, rientra nel ciclo AMARCORD NELLE ARTI E NEL SOCIO-POLITICO a cura di Paolo Montanari e organizzato da Pegasus associazione culturale e Assonautica di Pesaro e Urbino con il patrocinio del Comune di Pesaro Assessorato alla Bellezza. In realtà Costituzione italianam promulgata il 1 gennaio 1948 e il premio Nobel Nelson Mandela, nato nel 1918, sembrerebbero due mondi lontani per motivi politici, culturali e sociali. ma in realtà entrambi sono difensori dei diritti umani. Il prof. Alfieri ha voluto sottolineare le luci e le ombre della Carta Costituzionale, CHE ANDREBBE RIFORMATA. In genere il diritto italiano vive in una atmofera dolciastra, ha esordito il filosofo, che lo porta ad una atmosfera mitologica. E’ difficile affermare in toto che la nostra Costituzione è la più bella del mondo, perchè come ogni carta costituzionale è legata al periodo in cui nasce, pensiamo alla Costituzione di Weimar che anticipa il periodo nazista e spesso la carta costituzionale rischia di diventare elemento di propaganda per crearsi alibi di vario genere. Con questa premessa non disprezzo la nostra costituzione, ha proseguito Alfieri, anche se si è costruita una agiografia. L’articolo 1 della costituzione repubblica fondata sul lavoro è un sacrosanto diritto, più dibattuto l’art.3 sul principio di eguaglianza. Pertanto la nostra costituzione si trova in una situazione in cui restano dei margini da ampliare e certe inattuazioni per mantenere la base democratica. La carta costituzionale doveva essere un elemento di controllo sui partiti e questi non lo hanno uno statuto a base democratica. E allora il controllo dove va a finire? Anche da punto di vista sindacale certi requisiti costituzionali sono stati abbandonati, tanto che in Italia i diritti dei lavoratori sono poco tutelati. E l’inattuazione della Costituzione riguarda un quarto del corpus, in quanto si sono formate anche compromissioni. Pensiamo ai Patti Lateranensi che porta la religione Cattolica ad essere la religione di Stato art.7 cost. Tutto ciò implica una discriminazione fra religione sovrana e le altre religioni che si trovano da un punto di vista giuridico non sullo stesso piano. Altre contraddizioni si trovano nelle disposizioni sulla guerra. la costituzione italiana prevede lo stato di guerra, il tribunale di guerra e il sacro dovere di guerra. Ma tutto ciò fa stridere i due dettati costituzionali dell’art.52 con l’art.11. In sostanza la costituzione italiana, per il prof.Alfieri ha due anime ideologiche: quella nazionalista e quella legata all’utopia pacifista. Ma nonostante queste contraddizioni la costituzione italiana è importante per un momento di ricostruzione nazionale, in quanto le radici nazionali sono poco profonde. L’unica cosa antica in Italia è la LINGUA che è dei poeti, delle accademie, ma non popolare. Lingua creata artificialmente dall’alto. Vi sono state in passato delle imposizioni dall’alto, le annessioni al regno di Sardegna e il contrasto che ancora permane fra Nord e Sud. E l’Italia della ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale è stato un paese allo sbando e la Costituzione ha dato vita all’orgoglio nazionale. Un’operazione simile, ma dal duplice volto, è quella in corso in Germania, dove si celebra il senso di colpa, per le atrocità naziste, facendo vedere una virtuale elaborazione del lutto. La Costituzione ha avuto il merito di ricostruire una identità che è stata anche una facciata.. Oggi vi è il rischio della dissoluzione dell’identità nazionale. E in quest’ottica che nasce un messaggio preventivo che ancora oggi è attuale per evitare la guerra civile. In Italia è prevalso il senso di unità sulle contrapposizioni ed è sparito l’arco costituzionale, il patto tra avversari e fra culture politiche e sociali. Nelson Mandela vive in un contesto africano completamente diverso, ma con il coraggio, la prigionia 27 anni di carcere, cresce in lui la consapevolezza che i neri, la maggior parte della popolazione sudafricana, debba avere una loro identità, fino a portarli al governo del Paese. Oggi il Sud Africa risente però di una crisi politica e sociale, e soravvivono fermenti democratici per la testimonianza di un uomo, leggenda della parità delle razze.

PAOLO MONTANARI

FOTO MARTA FOSSA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...