Perchè la Costituzione Italiana e Nelson Mandela sono attuali? Intervista al professor Luigi Alfieri

 

In attesa della lectio magistralis UN ANNO DA RICORDARE: DALLA COSTITUZIONE ITALIANA A NELSON MANDELA, che il professore Luigi Alfieri terrà venerdì 5 ottobre alle ore 18,00 nella Sala Rossa del Comune di Pesaro, abbiamo intervistato il noto filosofo della politica e costituzionalista su alcuni aspetti, che verranno approfonditi in sede di conferenza e che rientra nel ciclo di incontri, AMARCORD NELLE ARTE E NEL SOCIO-POLITICO, a cura di Paolo Montanari

-Professore Alfieri che rapporto hanno la Costituzione italiana, a 70 anni dalla realizzazione e la figura di Nelson Mandela a 100 anni dalla nascita?

“La Carta costituzionale italiana, nata nel 1948 e Nelson Mandella sono entrambi difensori dei diritti umani. Ma vorrei prendere spunto da un libro che ho scritto alcuni anni fa LA STANCHEZZA DI MARTE. VARIAZIONI SUL TEMA DELLA GUERRA, per fare un’analisi dedicata alla guerra come dimensione sia antropologica che politica. Tale intento costituisce la peculiarità del libro, che ancora oggi è di estrema attualità, sia per la sua efficacia teorica e prospettica. Parto dal tema della guerra come culmine dell’esperienza umana, definizione radiclae di Elias Canetti (con la guerra si tratta di uccidere), per arrivare ai dettati costituzionali. Ma prima voglio affrontare il rapporto fra politica e verità, partendo dall’analisi antropologico-filosofica dell’identità, in quanto dimensione collettiva che si coagula attorno ad uno spazio simbolico in cui è possibile costruire il senso del NOI e l’appartenenza ad un gruppo. Attraverso l’identità ritrovo il senso del sacro. Ma da qui nasce anche una conflittualità diffusa, in cui nel gruppo cioè la società, emerge un elemento di differenza che caratterizza un solo individuo, e questo si catalizza con la violenza di tutti gli altri, che sono invece indifferenti rispetto a quella specifica differenza. Allora tutti coloro che sono uguali uccidono il diverso e così rendono manifesta la differenza originaria che è la Morte. Vi è dietro il concetto di obbedienza con il tragico paradosso, il rischio estremo che viene corso da chi cerca definitive sicurezze: per non essere uccisi si uccide, ma per poter uccidere bisogna essere uccisi. La Morte è il confine esterno e interno e un – non – noi che sta dentro e fuori. E questo è tanto più evidente se posto in relazione alla guerra, come paradigma della violenza tra la seconda metà del ‘900 e l’inizio del XXI secolo. Dopo la Bomba Atomica la guerra ha assunto una nuova dimensione. Oggi la Morte è la Bomba virtuale e diviene costruttiva perché se no sarebbe la distruzione collettiva”.

-E che ruolo svolge la Costituzione italiana e i suoi modelli di difesa?

“Analizzando gli articoli 11 e 52 della Costituzione, si possono vedere alcuni aspetti molto importanti. Il primo art.11 sulla DIFESA DELLA PACE (nascita dell’Onu). I costituenti non solo hanno fornito una indicazione di principio a favore della cooperazione della pace, ma hanno anche inserito nel testo una chiara disposizione alla limitazione della sovranità in presenza di un ordinamento internazionale determinato ad assicurare la pace e la giustizia. L’art.52 Cost. è dedicato alla difesa della Patria, sacro dovere del cittadino. E’ la prima e unica volta che nella Costituzione si evidenzia la parola SACRO. I due articoli citati sono quindi frutto di due diverse concezioni della funzione militare: il primo innovativo e incentrato sulla dimensione internazionale coeva; il secondo arcaico è legato ad una visione simbolica della Patria e della sua difesa”.

-In questa riflessione come si colloca la figura di Nelson Mandela?

“Mandela è il difensore dei diritti umani e per questo nel 1993 ha ricevuto il premio Nobel per la Pace, per essere riuscito a porre fine in modo pacifico alla segregazione razziale (apartheid) dei neri in Sudafrica attuata per circa mezzo secolo dall’etnia bianca al potere e per aver posto le basi della democrazia nel paese”.

A cura di PAOLO MONTANARI

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