La stagione di Prosa al teatro Rossini si inaugura con il duo Lopez/Solenghi show. Intervista a Tullio Solenghi

Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme dopo 15 anni sul palco, come due vecchi amici che si ritrovano, in uno show di cui sono interpreti ed autori. E dal 4 al 7 ottobre 2018, la stagione di Prosa del teatro Rossini 2018/2019 inaugurerà proprio con Lopez e Solenghi show e la jazz company diretta dal maestro Gabriele Comeglio. Uno spettacolo scoppiettante con una carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni con il pubblico. In particolare Tullio Solenghi è molto amato dal pubblico pesarese che per anni lo ha visto ed ascoltato come conduttore alle premiazioni finali del Gad diretto dall’allora direttore artistico Claudio Sora, suo collega ed amico nella Compagnia del teatro stabile di Genova. Tra i vari cammei, che i due showman proporranno vi sarà l’incontro tra papa Bergoglio (Lopez) e papa Ratzinger (Solenghi) in un esilarante siparietto di vita domestica e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quella recente di Dean Martin e Frank Sinatra. Il ritorno del duo Lopez/Solenghi, dopo il leggendario e indimenticabile trio, con Anna Marchesini, ricordiamo fra tante interpretazioni quella dei personaggi dei Promessi Sposi, è nato durante una trasmissione televisiva di Carlo Conti e da allora si è formata questa coppia piena di esperienza professionale che gira per i teatri italiani.

Ma in realtà vi sono altre motivazioni e particolari che chiediamo in questa intervista a Tullio Solenghi.

-Tullio Solenghi è un pò emozionato nel tornare a Pesaro, dove è stato accolto per anni con tanto affetto?

“Si sono molto contento di tornare a Pesaro dove ho tanti amici ed in particolare Claudio Sora, che saluto con affetto. Vorrei sottolineare che l’idea di tornare a lavorare in coppia ronzava già da tempo nelle nostre teste, agevolate dal fatto che abitando io e Massimo, nello stesso condominio, la frequentazione e l’amicizia non si sono mai interrotte”.

-Come è strutturato lo spettacolo, che è molto atteso dai pesaresi, che in questi giorni stanno facendo la fila nel botteghino del teatro Rossini?

“In sede di scrittura e composizione del tutto, l’idea dominante è stata subito quella di riappropriarci del nostro marchio di fabbrica che ci ha contraddistinto fin dall’esordio con il Trio, coniugandolo su nuovi contenuti. Ne è così scaturito un racconto scenico senza un apparente filo conduttore, un pò a scatola cinese, dove una semplificazione o una singola intonazione possono agevolare la scena successiva. Rispetto ai precedenti spettacoli si è poi aggiunta una consistente parte musicale, coordinata da 5 musicisti che sono in scena accanto a noi. Il divertimento è predominante, ma non mancano momenti di profonda emozione nel ricordare Anna Marchesini e il pubblico lo ripaga sempre con un lungo applauso. Quei 12 anni passati insieme hanno scalfito un pò ognuno di noi due, e per questo che salendo sul palco ogni sera avvertiamo la meravigliosa sensazione di portare una parte di Anna con noi”.

A cura di PAOLO MONTANARI

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