Visti per voi, rubrica di cinema a cura di Paolo Montanari

Con il film RICORDI? di Valerio Mieli, presentato con successo a Venezia, si narra una inconsueta storia d’amore in soggettiva, con Luca Marinelli e Lucia Caridi. Una storia d’amore vista nel tempo con implicazioni articolate e inconsce e il cui titolo è emblematico apripista di più livelli drammaturgici ed emotivi. Perchè Ricordi con il punto interrogativo? Perchè il regista con grande sensibilità e maturità, si rende conto delle difficoltà di distinguere il presente dai ricordi che, accumulandosi, non si separano dai nostri oggi, in quanto diventano un flusso composito di emozioni. E’ questo che accade ai due protagonisti sin dal loro primo incontro, lui su i 30 anni, lei 25, in una festa al mare. E’ il viaggio interiore di una coppia negli anni che, scorrendo, falsano gli stati d’animo, le memorie e i punti di vista; lui che vive gli attimi scoprirà possibile un amore che dura, lei solare e morbida, apprenderà nostalgia e tristezza. Sono ricordi che cambiano valore nel tempo, sbiadendo o ravvivandosi. Anche eventuali altre relazioni entrano in questo ruotare di emozioni e domande: il ricordo è fedele? La nostalgia abbellisce il passato? Se siamo stati felici lo capiamo solo dopo? Il film di Mieli è costruito sui dubbi. Un movimento che consente di raccontare in soggettiva emotiva. Nel film, a differenza del precedente Dieci Inverni, dove vi sono flashback, si snoda in compresenze di immagini per i protagonisti: spesso sono inquadrature di pochissimi secondi salite dal passato, talvolta momenti di scambio dei ruoli emotivi. I due protagonisti Luca Marinelli e Lucia Caridi, sono due personaggi completamente diversi, con Marinelli dal carattere cupo e profondo e lei che vive l’eterno presente e acquista peso di donna.

Ancora la memoria nel film di Pippo Mezzapesa IL BENE MIO, interpretato magistralmente da Sergio Rubini. Il tema è semplice e profondo allo stesso tempo: Un uomo resta ancorato alla memoria, senza abbandonare il paese distrutto da un terremoto. Pur essendo distrutto Provvidenza, Elia il protagonista del film si rifiuta di abbandonarlo, grazie soprattutto all’aiuto del suo vecchio amico Gesualdo. Quando il sindaco gli intima di abbandonare il paese, Elia incmincia a sentire una strana presenza. Tra soprannaturale e realtà drammatica, l’uomo scoprirà quel nuovo senso dell’esistenza che il regista considera parte integrante della sua poetica di autore. Così definisce Il bene mio, Pippo Mezzapesa: “E’ una sorta di nuovo inizio : un film di finzione che nasce da un’idea originale, in cui racconto un mondo e dei personaggi che ho creato io” Questa storia o piccolo racconto, diventa nei contesti giusti metafora di storie universali. Elia non lascia mai la sommità del paese, che diventa un microcosmo cui tutti ascendono per portarlo via. E’ la storia di un personaggio controcorrente , contro il pensare comune di chi prova ad alleviare i dolori semplicemente dimenticando.

PAOLO MONTANARI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...