Sia lodato Bartali Il mito di un eroe del Novecento (Castelvecchi 2018, pp. 158)

Per la serie “Pesaro Storie”, condotta dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con il Comune di Pesaro, mercoledì 26 settembre 2018 alle ore 17,30 nella sala convegni (g.c.) di Confindustria di Pesaro e Urbino (via Cattaneo, 34 – Pesaro) viene proposta la presentazione del libro di Stefano Pivato

Sia lodato Bartali Il mito di un eroe del Novecento (Castelvecchi 2018, pp. 158)

L’autore ne discute con Paolo Pascucci, ordinario di Diritto del lavoro presso l’ateneo di Urbino.

Sia lodato Bartali: così il 24 luglio 1948 un quotidiano plaudì alla vittoria di Gino Bartali al Tour de France. Un titolo che oggi suona ironico, ma allora del tutto privo di scherno perché rivolto a un atleta oggetto di una venerazione quasi religiosa. Proprio per questo il trionfo in terra francese assunse il sapore di un evento miracolistico che, secondo una vulgata largamente diffusa, avrebbe sdrammatizzato la rivoluzione nella quale l’Italia da poco repubblicana rischiava di precipitare dopo l’attentato del 14 luglio contro Palmiro Togliatti. Nella seconda metà degli anni trenta il ciclista era stato al centro di una vera e propria beatificazione da parte del mondo cattolico, che attorno alla sua figura aveva creato il mito del “magnifico atleta cristiano” contrapposto all’eroe sportivo muscolare del fascismo. Nel dopoguerra Bartali poi, come è noto, contese a Fausto Coppi il primato della popolarità e la rivalità fra i due campioni si alimentò anche di motivi politici: al Bartali “cattolico e democristiano” fu contrapposto un Coppi “comunista”. Un vero e proprio duello politico e sportivo, sullo sfondo della Guerra fredda e a colpi di pedale. Da ricordare, nella singolare biografia di Gino Bartali, che nel 2018 fu proclamato cittadino onorario di Israele per aver contribuito, durante la guerra, a salvare centinaia di ebrei.

Stefano Pivato, storico e saggista, già rettore dell’università degli studi “Carlo Bo” di Urbino, ha dedicato vari libri al rapporto fra politica e immaginario. Fra i più recenti: I comunisti mangiano i bambini. Storia di una leggenda (2013); Favole e politica. Pinocchio, Cappuccetto rosso e la Guerra fredda (2015) e, con Marco Pivato, I comunisti sulla luna. L’ultimo mito della rivoluzione russa (2017). Collabora con Rai Storia.

La cittadinanza è invitata

 

Riccardo P. Uguccioni

presidente

Società pesarese di studi storici

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