Leggere, leggere…. riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

Continuiamo con le segnalazioni librarie che possono interessare ai nostri lettori.

MARCO DE MARINIS è l’autore di RIPENSARE IL NOVECENTO TEATRALE – PAESAGGI E SPAESAMENTI (Bulzoni editore). Il professor De Marinis è professore ordinario di Discipline Teatrali dell’Università di Bologna. Dirige la rivista Culture Teatrali, da lui fondata nel 1999. Fra gli ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Il teatro dopo l’età dell’oro. Novecento e oltre e Etienne Decroux and his Theatre Laoboratory.

Ripensare il Novecento teatrale, non è un libro per quanti ritengono che il Novecento non abbia più segreti da svelarci, che sia stato studiato fin troppo (ci riferiamo a Grotowski e Artaud). Ma, soprattutto, non è un libro per quanti pensano che il Novecento teatrale non ci riguardi più, non abbia più niente da insegnarci, perchè stiamo vivendo una stagione del tutto diversa, nella quale ormai il teatro si fa in base a riferimenti e presupposti che poco o nulla hanno a che vedere con le vicende del secolo scorso. Questo libro offre una tappa delle nuove indagini di De Marinis sul Novecento teatrale come nostra tradizione e come archeologia dell’oggi e del futuro prossimo. In un certo qualmodo completa una trilogia simbolica o virtuale, come va di moda dire oggi, rispetto ai due precedenti saggi dell’autore (In cerca dell’attore e Il teatro dopo l’età dell’oro). Al primo è accomunato dall’impegno a rivisitare alcune questioni chiave, come la regia, il processo creativo, la drammaturgia dell’attore; al secondo invece lo accosta il deciso spostamento del baricentro sulla fase post-novecentesca, soprattutto per quanto riguarda le vicende del nuovo teatro italiano lungo più di tre generazioni artistiche. Oggi più che parlare di regia o post-regia o iper-regia, è interessante interrogarsi sulle nuove grammatiche compositive che le performing arts stanno sperimentando ormai da tempo. Inoltre, la composizione del collettivo o gruppo, come si chiamava negli anni Sessanta cambia radicalmente, e ci troviamo ormai alle spalle il lavoro del Living Theatre. Nel secondo capitolo del libro si parla del Nuovo teatro italiano: per un attore nuovo e popolare. Vengono fatti gli esempi di Gerardo Guerrieri, Dario Fo, Carlo Cecchi, Romeo Castellucci, Armando Punzo e il passaggio da Leo de Berardinis a Le Belle Bandiere, con il recupero della commedia dell’arte contemporanea e i suoi miti.

DOMENICO FIORMONTE è l’autore del saggio PER UNA CRITICA DEL TESTO DIGITALE – LETTERATURA, FILOLOGIA E RETE (Bulzoni editore). Fiormonte è ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Roma Tre, dove insegna Sociologia della Comunicazione. Da oltre vent’anni si occupa di teorie e pratiche della digitalizzazione delle risorse umanistiche. Per una critica del testo digitale, l’autore vuole sottolineare il fatto che la cronaca mostra, ogni giorno, come la trasformazione dei testi in dati, e le conseguenti manipolazioni, implichino la riscoperta della dimensione politico-culturale della critica e in particolare del ruolo strategico delle competenze umanistiche nell’analisi e nello smascheramento, delle nuove retoriche digitali. Questo volume riflette sulle principali questioni teoriche e metodologiche sollevate da questa trasformazione della cultura scritta: dalla rappresentazione del documento alla natura e alle caratteristiche delle scritture di rete, dal ruolo e lo scopo dell’edizione critica al testo algoritmico. Nella seconda parte del lavoro viene presentata un’ampia esemplificazione di casi di studio che hanno l’obiettivo di mostrare la problematicità dell’incontro fra la natura stratificata, aperta e dinamica dei processi di scrittura e i modelli standard della codfica digitale. Conclude il libro la postfazione di Desmond Scmidt, che offre un articolato panorama critico sui metodi e gli strumenti della scholarly digital edition.

MICHELE ZANZUCCHI è l’autore di POTERE E DENARO – la giustizia sociale secondo Bergoglio con prefazione di papa Francesco (ed.Città Nuova). Scrive papa Francesco “Una cosa che mi sembra importante è coscientizzare sulla gravità dei problemi. E quanto fa Michele Zanzucchi raccogliendo, sistematizzando e rendendo fruibili ai lettori delle sintesi di alcuni miei pensieri sul potere dell’economia e della finanza. Spero che ciò possa essere utile a coscientizzare e a responsabilizzare, favorendo processi di giustizia e di equità”. Il libro è una raccolta ragionata e fluida di quanto papa Francesco ha detto e scritto su ricchezza e povertà, giustizia e ingiustizia, cura e disprezzo del creato, finanza sana e perversa, imprenditori e speculatori, sindacati e movimenti popolari, mammona e culto del dio denaro. La sua è una denuncia forte e decisa della speculazione finanziaria, delle rendite che accentuano la distanza tra ricchi e poveri., della meritocrazia che schiaccia i piccoli, della globalizzazione che crea nuovi scarti e nuove schiavitù, del commercio delle armi e delle guerre che esso provoca. Ma come scrive papa Bergoglio nella prefazione: “non dobbiamo perdere la speranza: stiamo vivendo un’epoca difficile, ma piena di opportunità nuove e inedite. Non possiamo smettere di credere che, con l’aiuto di Dio e insieme si può migliorare questo nostro mondo e rianimare la speranza, la virtù forse più preziosa oggi”.

PAOLO MONTANARI

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