L’arcivescovo di Pesaro mons. Piero Coccia, presenta la Festa del Patrono San Terenzio

Per la festa di San Terenzio, patrono di Pesaro, sono tre gli appuntamenti più importanti per i fedeli. La tradizionale Processione per le vie del centro storico di Pesaro, alle ore 17,00 a partire dal Duomo. La S.Messa in Duomo, alle ore 18,00, presieduta dall’Arcivescovo Metropolita di Pesaro, mons.Piero Coccia e il grande concerto di martedì 25 settembre dell’Ensemble Magnificat Institute Jerusalem alle 21 in Duomo. L’arcivescovo Mons. Piero Coccia ha voluto lanciare un messaggio per la ricorrenza di San Terenzio, evidenziando come questa permette a tutti noi di risalire alle radici della nostra fede, di riflettere sulla continuità di un’esperienza tramandata nei secoli e soprattutto di trovare nel presente, un impulso nuovo alla nostra azione personale di credenti. A questo punto l’Arcivescovo ha fatto riferimento alla prima giornata del Convegno diocesano svoltasi a Baia Flaminia, con un interessante intervento del professor Zamagni. Quest’anno ha sottolineato mons. Coccia, il convegno si è incentrato sul ruolo dei laici. Un’azione che i cattolici devono attivare e riappropriare più consapevolmente delle ragioni della fede in un tempo, come il nostro, di cambiamento d’epoca. Sarà una sfida difficile, ha proseguito mons. Coccia, ma non bisogna scoraggiarsi. E qui un riferimento all’Enciclica Evangelii Gaudium di Papa Francesco, che ci invita a ricordare i primi cristiani che erano “pieni di gioia, instancabili nell’annuncio, capaci, di grande resistenza attiva”, nonostante vivessero nel contesto dell’Impero romano contrario allo sviluppo del Cristianesimo. Il Papa, ha proseguito mons. Coccia, avverte i problemi che agitano la travagliata svolta storica contemporanea, ed esorta però ad evitare ogni “eccesso diagnostico”. Il limite è costitutivo dell’uomo e della storia ma chi ci salverà, diceva papa Giovanni Paolo II, non è una formula ma una Persona. Occorre ha sottolineato mons. Coccia, una identità chiara e gioiosa che è la condizione necessaria per una vera apertura agli altri, per essere lievito, sale e luce della società attuale. Identità e dialogo che si sostengono reciprocamente. Questo vale per il dialogo con il potere politico ed economico, con la società, con i credenti di altre religioni, con i non credenti. Poi il messaggio dell’Arcivescovo si è soffermato sul ruolo dei cattollici. I cattolici hanno una missione precisa da compiere nella società, anche qui a Pesaro: ricostruire le ragioni della speranza ponendosi vicino alla vita della gente; prendersi cura della persona, della sua dignità, della sua verità integrale; combattere la povertà in tutte le sue forme: operare per la giustizia sociale e la pace. Anche le incoerenze non devono frenarci il dolore e la vergogna per alcuni membri della Chiesa e qui il richiamo di mons. Coccia ai recenti avvenimenti dolorosi che hanno coinvolto alcuni membri dell’episcopato americano. Noi cristiani della chiesa di Pesaro non dobbiamo farci dimenticare una verità essenziale: c’è un intero popolo cristiano che custodisce il bene e la bellezza di una vita fedele al Vangelo, e soprattutto c’è sempre per ognuno la possibilità di ricominciare e di scrivere una storia nuova. A questo punto la riflessione dell’Arcivescovo si è spostata su un tema a lui molto caro, la formazione cristiana costante, per gli adulti e per le giovani generazioni. ma questa formazione deve fare i conti con la crisi greneralizzata dell’educazione, che investe la famiglia, la scuola e le stesse parrocchie e associazioni ecclesiali. E di nuovo un riferimento a Papa Francesco: non dobbiamo essere pessimisti: “dei cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua”.

Questo messaggio forte e pieno di speranza di mons. Piero Coccia, fa seguito alla cerimonia del Mandato svoltosi in Cattedrale nei confronti di un gruppo di laici, “protagonisti nelle comunità parrocchiali nei diversi settori della pastorale. E mons. Coccia ha tracciato alcuni aspetti per il ruolo dei laici nella chiesa pesarese: la chiamata che quest’anno l’Arcidiocesi con la proposta di un programma di quattro incontri di carattere ecclesiologico nel mese di ottobre a palazzo Montani Antaldi, che devono essere momenti di riflessione. Poi per l’inizio del 2019 gli uffici pastorali diocesani predisporranno dei percorsi formativi specifici. Un altro aspetto è quello della vocazione, la crisi vocazionale nella chiesa pesarese ma anche la presa di coscienza a sollecitare non solo gli operatori pastorali ma anche i laiici che devono assumersi un ruolo fondamentale nella chiesa e nella società.

PAOLO MONTANARI

Materiale fornito dalla curia di Pesaro

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