Il mio incontro con Inge Feltrinelli. Una donna che ha vissuto per la cultura

La morte di Inge Feltrinelli, da giovane Inge Schonthal, mi addolora, perchè mi rendo conto che il nostro Paese, sta perdendo dei tasselli importanti nel campo della cultura e in questo caso dell’editoria. Ho conosciuto per caso Inge Feltrinelli alla libreria Feltrinelli di Milano, dove lei spesso andava per parlare con i suoi dipendenti e discutere anche di tematiche culturali. Ma il suo discorso ritornava sempre sul libro, i libri, che furono la parte essenziale della sua vita. Mi ricordo che aveva un bel tono di voce, eloquace e ironico, con la capacità di attirare intorno a lei anche i clienti, i lettori sprovveduti e quelli assorti nei grandi scaffali della Feltrinelli. Inge è stata una donna coraggiosa, perchè, dopo la tragica morte del marito Giandomenico, seppe subito reagire e rilevare l’azienda con un equilibrio interno, di una manager innata. Erano gli anni difficili, i cosiddetti anni di piombo, tra il 1972 e il 1980, in cui Inge, dimostrò oltre alla grande curiosità intellettuale e di essere una grande lettrice, di essere anche una brava fotografa. Ricordiamo alcuni suoi scatti come quelli allo scrittore Heminguay, a Fidel Castro e alla divina Greta Garbo. Riuscì a far organizzare una redazione molto funzionale, e pur avendo le sue idee, non le impose mai. Oggi le tante librerie Feltrinelli disseminate in Italia, si sono fermate in segno di ringraziamento, con il famoso valzer tratto dal Gattopardo di Visconti.

PAOLO MONTANARI

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