Bella lezione d’arte della professoressa Silvia Cuppini su GUSTAV KLIMT

Sala rossa gremita di persone per ascoltare la professoressa Silvia Cuppini nella conferenza dal titolo GUSTAV KLIMT nell’ambito del ciclo di incontri AMARCORD NELLE ARTI E NEL SOCIO-POLITICO a cura di Paolo Montanari e organizzato da Associazione culturale Pegasus e Assonautica di Pesaro e Urbino. La Cuppini ha iniziato parlando del celebre quadro di Klimt, Il Bacio, opera inamovibile e che non si è riusciti a far venire in mostra a Urbino. Questo fa comprendere come Klimt sia un autore epovcale con una pittura fra il classicismo e la modernità. Le figure di Klimt, in particolare le donne, sono serie, senza sorriso e con i piedi che escono dal fondo del quadro. e sono figure tridimensionali. Nel 1907, un’altra tappa fondamentale nell’opera di Klimt con il ritratto della signora Benner. Nella stessa data Picasso realizza Le Demaiselles de Avignon. Due quadri rivoluzionari. Il primo di Klimt si rifà alla figurazione tradizionale. Picasso invece rompe con la tradizione e inizia il cubismo. In Picasso vi è un ritorno al primitivismo; in Klimt un ritorno all’arte antica, come fosse un mosiaco, che lui scoprì con la sua visita a Ravenna. In lui vi è la necessità di catturare e rilanciare la luce che è piatta come quella bizantina che non adotta la prospettiva e che non vuole rappresentare la realtà. Il secondo elemento che ritroviamo in Klimt riprende dallo sviluppo della scienza medica che scopre le ragioni della malattia. Non più analisi del corpo ma dentro il corpo. La muta di Raffaello è un esempio di analisi dentro il corpo, la pelle che indica una purezza classica. E Klimt risente di questa cultura scientifica e ancor di più il suo allievo Schiele, che arriva a disegnare le mutilazioni del corpo umano. D’altronde siamo nell’epoca di Freud e dello studio sul sogno come mezzo per capire l’inconscio e nasce la psiconalisi. Iniziano anche i percosi della morte, attraverso la follia e l’isterismo. Ma vi è anche un altro modello di profondità fisica, quella affrontato dall’impressionismo di Monet e i suoi paesaggi e le ninfee. La profondità tanto cercata da Klimt nel monologo del drammaturgo austriaco Arthur Schnitzer, in Joyce in Freud e la ricerca della tragedia greca.

PAOLO MONTANARI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...