Intervista a Eugenio Bravi, presidente de LA CITTA’ DELLA GIOIA. Con foto

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L’estate sta per finire ma le emergenze abitative, lavorative e le nuove povertà sono presenti nel nostro territorio pesarese.

Ne parliamo con il presidente de LA CITTA’ DELLA GIOIA, Eugenio Bravi, che dirige attualmente tre strutture: Casa Mariolina, Casa Aurora e Casa Primavera.

-Presidente Bravi, come sta andando con l’attività per ospiti comunitari nelle tre strutture?

“Casa Mariolina, chiusa per il periodo estivo per due settimane, per rinfrescare gli ambienti, è il nostro centro principale, aperto 365 giorni all’anno. Dispone di sette posti letto, con un vincolo sanitario con l’Usl e il comodato d’uso datoci dal Comune di Pesaro. Gli ospiti, secondo un report al 4 settembre 2018, dall’inizio dell’anno sono stati 140, con un indice di nuovi ospiti del 13% in più. Va detto che cploro che si presentano a Casa Mariolina, possono essere ospitati tre volte all’anno, con un intervallo di quattro mesi. Per quanto riguarda il Report Ospiti Casa Mariolina 2017, le accoglienze sono state 240, mentre gli ospiti accolti nella struttura sono stati 190, e di questi l’80% italiani, il 15% romeni, l’0,5% provenienti dall’Albania, Polonia, altri paesi Europei. L’indice per l’intero 2017 di nuovi ospiti è stato del 10%. Quindi nei nove mesi del 2018, abbiamo avuto un incremento rispetto all’intero 2017. D’altra parte Casa Mariolina, che è il primo traguardo, che anche la Caritas indica ai senza fissa dimora, ha la caratteristica di essere una struttura famigliare, in cui non si dà solo da mangiare e da dormire, ma si cerca di aprire un dialogo e amicizia con gli ospiti.La percentuale dei nostri ospiti per fascia di età è significativa: il 10% fra i 18-35 anni, il 70% fra i 35-55 anni e il 20% oltre i 55 anni. Dopo la nostra prima accoglienza queste persone si trasferiscono a casa Tabanelli, dove cercano di passare tutto il periodo invernale. Va detto che alle numerose richieste che arrivano a Casa Mariolina, segue una selezione e un monitoraggio ogni due settimane per le camere e i curriculum. D’altra parte l’ubicazione di Casa Mariolina è strategica sia per lo sportello d’Ascolto della Caritas, ed è trasversale anche per altre ubicazioni, come i giardini dell’Ospedale, Miralfiore e il sottopassaggio e sagrato della chiesa dei Cappuccini, vicino alla ferrovia. Ora che attendevamo il progetto di riqualificazione dei Via dell’Acquedotto, dove si trova Casa Mariolina, purtroppo vi è stato il blocco per le riqualificazioni delle periferie, e ci troviamo davanti alla nostra struttura, un’area a pagamento per computer, che non è il massimo per accedere a Casa Mariolina. Vorrei aggiungere che secondo il report volontari Casa Mariolina al 4 settembre 2018, i volontari attivi sono 95 di cui 23 che devono fare i lavori socialmente utili, e di questi il 10% dopo il programma di lavoro rimangono in Associazione’.’

-Lei giustamente ha sottolineato esaurientemente l’attività della vostra struttura principale. Ci può spiegare invece le finalità delle altre due?

“Certamente, vi è Casa Aurora che si trova in pieno centro storico, che ospita sei donne, italiane o della comunità europea, che hanno storie difficili, separazioni, ragazze madri e la Casa Primavera che si trova in un appartamento a Villa San Martino e che ospita quattro uomini. Va specificato che collaboriamo con la Caritas, Sevizi Sociali del Comune, Sert, e Dism e le altre strtture d’accoglienza nelle vicinanze. Va sottolineato anche che a casa Aurora e a casa Primavera sussiste un periodo contrattuale mese per mese, anche perchè sono due strutture su cui paghiamo l’affitto e ci siamo resi conto come la gratuità nei confronti degli ospiti non sempre ripaga. A questo proposito presto chiederemo un incontro con l’assessore ai servizi sociali, Sara Mengucci, per poter trasformare i contratti di locazione delle due strutture, in comodato d’uso come per Casa Mariolina. Vorrei ricordare che in questi giorni abbiamo un nostro stand vicino alla Palla di Pomodoro e che anche quest’anno faremo la Cena di Natale del 25 dicembre nel salone della parrocchia dei Cappuccini, dove l’anno scorso vennero 70 ospiti”.

PAOLO MONTANARI

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