Una lectio magistralis su Federico Fellini da parte di Antonio Faeiti, inaugura il ciclo di conferenze AMARCORD NELLE ARTI E NEL SOCIO-POLITICO

Sala Rossa del Comune di Pesaro, gremita di persone per il primo incontro del ciclo AMARCORD NELLE ARTI E NEL SOCIO-POLITICO a cura di Paolo Montanari, organizzato dall’associazione culturale Pegasus e da Assonautica di Pesaro e Urbino, con il patrocinio del Comune di Pesaro, Assessorato alla Bellezza. Il tema della serata è stato Georges Melies e Federico Fellini, il fantastico nel cinema. Relatori Paolo Montanari e il prof. Antonio Faeti, pedagogista per l’infanzia e scrittore. Montanari ha svolto una sua interpretazione sull’opera di Melies, precursore del cinema fantastico e realizzatore del suo capolavoro Il Viaggio sulla luna. Fantasia, fiaba e realtà si incrociano nell’opera del regista francese di formazione teatrale, che riprendendo le scenografie dell’espressionismo tedesco, pitture in pannelli murali, è stato un punto di riferimento del genere fantastico a cui ha attinto anche Federico Fellini, di cui quest’anno si ricordano i 25 anni dalla morte. Per Antonio Faeti, che ha conosciuto personalmente Fellini, il collegamento fra Melies e il genio romagnolo è interessante ed un punto in comune: le reciproche amicizie con Roberto Roversi e Renzo Renzi, Renzino lo chiamava Fellini. E Faeti fa riferimento ad una lezione bolognese voluta dal sindaco Guazzaloca, per gli studenti. “Fra i relatori, al centro vi era Fellini, io a sinistra e Renzi a destra. Fellini volle parlare poco del suo cinema, e rivolgere il suo pensiero al cambiamento delle stagioni, e il Viaggio sulla luna, di Melies, lo interessava enormemente, perchè trascendeva dalla realtà quotidiana, pur mantendo intatti i parametri dello spazio e del tempo. Fra me e Fellini, ha aggiunto Faeti, vi è stato un fitto rapporto epistolare, in cui comprendevo come il genio andava spesso in crisi ed era in cura psiconalitica da un bravo junghiano. Si perchè Fellini era profondamente spiritualista e credente a modo suo. Ci fu con Fellini anche una amichevole controversia, in quanto Federico non ricordava di aver realizzato il suo primo film muto, Maciste all’inferno. E un giorno gli consigliai di leggere e tradurre in un film, una favola di Hoffman. Ma si rifiutò mentre accettò la lettura di Cavezzoni e di Munari, che divenne materia per il film La luna nel pozzo. Oggi parlare del cinema di Melies, sta diventando sempre più dispersivo e remoto. Ma ricordiamoci se Il viaggio sulla luna è stato un avvio ad un processo di colonizzazione della luna, le problematiche aperte sul cinema di Fellini, stanno rischiando di entrare in una damnatio memoriae senza ritorno, se non ci sforziamo di rivedere il suo cinema”.

PAOLO MONTANARI

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