Le nuove povertà. Intervista all’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Pesaro

Dopo il caldo torrido estivo riprende quello che una volta veniva indicato dai sindacati e dalla politica L’AUTUNNO CALDO. E chi meglio dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Pesaro, Sara Mengucci, ci può misurare la situazione delle nuove povertà, disagi nel territorio pesarese?

“Vorrei iniziare con un dato anche allarmante: nel campo dei redditi di inclusione, in quest’ultimo periodo abbiamo avuto oltre 500 richieste, e la novità è che non ci sono più requisiti famigliari, ma solo economici.Tra i requisiti economici del REI e ISEE non superiore a 6.000 euro. Dunque è aumentata la platea dei beneficiari, prima con i figli e oggi anche con single, con particolari problematiche sanitarie, utilizzo dei servizi specialistici e sportelli,due alla settimana vicino al teatro Sperimentale : Lunedì 9.30-12,30 e Giovedì 9,30-12,30 e 15,00- 17,00”.

-Assessore chi vi può accedere?

“Vi accedono circa 50 persone al giorno. Spesso vi è una integrazione ad un minimo di 180 euro ad un massimo di 500 euro. Ma va chiarito che non è solo un contributo sui generis, ma si basa su percorsi personalizzati, con presa in carico delle persone del nucleo famigliare e l’inserimento anche lavorativo in collaborazione con il Job. Quello che prevale è l’aspetto sociale, proprio in questo momento in cui le due esigenze primarie sono quella abitativa e quella lavorativa. Dunque possono accedere persone e famiglie veramente bisognose. Le 500 domande provengono dall’ambito territoriale degli otto comuni: Pesaro, Gabicce, Gradara, Vallefoglia, Mombaroccio, Tavullia, Monteciccardo e Sant’Angelo in Lizzola. Nel nostro ambito territoriale abbiamo nello sportello personale qualificato come gli assistenti sociali, che devono affrontare le varie problematiche, dall’alcool, alla disabilità psichica, ai problemi di dipendenza come la droga. Le collaborazioni per queste ultime problematiche sono con il Sert e la valutazione delle Usl”.

-La Caritas, la mensa dei poveri. Il vostro rapporto collaborativo. ma anche quest’estate tanti senza fissa dimora. Casa Mariolina, che è divenuta un porto di mare. Che fare?

“Noi siamo sempre a contatto con la Caritas, le esigenze strutturali delle associazioni diocesane, che a loro volta collaborano con noi. E’ vero oggi vi sono più emergenze di italiani senza fissa dimora, e le nuove povertà sono: l’emergenze abitative e il lavoro. In questi mesi stiamo lavorando per la riqualificazione degli alloggi con contributi di assistenza economica (locazioni, bollette). Abbiamo messo a disposizione 23 alloggi delle case popolari ed entro alla fine dell’anno vi sarà un’altra decina di case da assegnare, in collaborazione con l’Erap. Gli alloggi comunali sono in totale 80 circa, in gran parte occupati, con le risorse dell’amministrazione (60.000 euro) e metteremo a posto quelli inagibili”.

-E per le emergenze lavorative cosa state facendo?

“Per il mese di settembre vi saranno dei tirocini per l’inclusione sociale (POR) Le risorse per pagare tirocini sono 98.339 euro (fondo PON Programma Operativo Nazionale) per chi è in carico al REI (reddito di inclusione). Inoltre, sono previste per i tutor 250.000 euro per ogni tipologia di inserimento lavorativo (fondo POR). Verrammo aiutare le persone in difficoltà e con la maggiore età che non riescono a trovare il lavoro nel mercato”.

A CURA DI PAOLO MONTANARI

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