Un concerto rossiniano ha chiuso la rassegna dei concerti del belcanto in programma quest’anno al Rossini Opera Festival 2018

Un concerto rossiniano ha chiuso la rassegna dei concerti del belcanto in programma quest’anno al Rossini Opera Festival 2018. CARLO LEPORE E IL NONETTO DI FIATI DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA all’ Auditorium Pedrotti, hanno eseguito musiche di Mozart, Rossini e Donizetti. Un programma molto bello e divertente con Lepore, presenza costante al Rossini Opera Festival, che da molti anni solca i più importanti teatri del mondo ed è stato diretto tra gli altri da Muti, Campanella, Pretre, Gelmetti, Pappano. Prossimamente tornerà alla Scala con Manon, a Parigi con il Barbiere di Siviglia, a Ginevra e a Roma con la Cenerentola, a Torino con L’ Italiana in Algeri, a Beijing con Don Giovanni. E il Nonetto di Fiati del Teatro Comunale di Bologna, che ha origine, come altri gruppi di fiati, alla fine del Settecento e nell’Ottocento ebbe una grande fortuna nell’esecuzione di musiche trascrtte all’uopo dal repertorio lirico e sinfonico. Il Nonetto del Teatro comunale di Bologna, che ha eseguito un programma molto equilibrato e di valore artistico, vuole così riprendere questa tradizione ottocentesca, avvalendosi anche di nuove trascrizioni commissionate appositamente per tale formazione. L’esordio del gruppo ha avuto luogo a Tokyo presso la Soka University nel 2002, e da allora spesso avvalendosi della prestigiosa partecipazione di Bruno Praticò, ha tenuto diversi concerti in Italia.

IL PROGRAMMA

Si è iniziato con un omaggio a Mozart, con L’Ouverture dal Flauto Magico e l’aria di Sarastro O Isis und Osiris. Quindi Lepore è entrato nel mondo del Don Giovanni con l’aria di Leporello: madamina! Il catalogo è questo. Una interpretazione magnifica con una bella vocalità. Poi si è passato a Rossini, con la sinfonia da La scala di seta e il divertente ma difficile per le corde vocali Aria di Don Profondo “Io! Medaglie incomparabili” da Il Viaggio a Reims. Carlo Lepore è entrato nel personaggio con un senso mimico e musicale bellissimi. Ancora una Sinfonia quella della Cenerentola, ben eseguita dal Nonetto. Quindi la comicità di Lepore e il suo spessore vocale si sono misurati con la Cavatina di Don Magnifico “Miei rampolli femminini dalla Cenerentola. Poi l’aria di Mustafà “Già d’insolito ardore” da L’Italiana in Algeri, dove Lepore ha raggiunto il massimo dell’interpretazione vocale. Quindi la Sinfonia dal Don Pasquale di Donizetti e l’aria di Don Pasquale “Un foco insolito mi sento adosso” ben cantato da Carlo Lepore. Infine il repertorio comico del cantante napoletano è terminato con la cavatina di Don Pomponio “Co sta grazia” da La gazzetta, un pezzo pieno di ilarità e mezzi espressivi vocali molto buoni.
Grande consenso da parte del pubblico e bis con la calunnia è un venticello da Il Barbiere di Siglia da standing ovation.

PAOLO MONTANARI

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