Il Pala Rossini o Pala Scavolini ospiterà il Rof 2019. Attese per il museo nazionale rossiniano. Spettacolo opaco con Massimo Ranieri

PESARO – Partiamo dalle novità organizzative e logistiche per Pesaro città della musica. E’ lo stesso sindaco della città, Matteo Ricci, ad illustrarle in Piazza del Popolo, gremita di persone per la trasmissIone diretta in via video dall’Auditorium Pedrotti di Rossinimania CABARET ROSSINI, accanto all’assessore alla Bellezza e presidente del Rof, Daniele Vimini, il Sovrintendente del Rof, Ernesto Palacio, il più grande collezionista di cimeli rossiniani e documenti, il napoletano prof. Sergio Ragni.

PROGETTI

Il sindaco Matteo Ricci, dopo un minuto di silenzio in contemporanea con l’Auditorium Pedrotti, per i morti di Genova, ha illustrato i tre progetti, fiori all’occhiello della sua programmazione amministrativa 2019: Nel 2019 verrà realizzato il Pala Rossini o Pala Scavolini, in nome della famiglia che contribuirà in una parte degli investimenti per realizzare questo nuovo contenitore per la musica, la cultura, gli appuntamenti sportivi, i convegni. Il progetto è già stato realizzato, ha sottolineato Matteo Ricci, ora basta realizzarlo. Sarà una ristrutturazione per un costo di 4,5 milioni di euro di cui 1,2 milioni di euro saranno erogati dalla famiglia Scavolini. E’ importante che Pesaro possa avere un altro Auditorium, uno spazio in cui si potrà avere una parte della programmazione del Rossini Opera Festival 2019, con i suoi 2000 posti. Poi il sindaco ha ripreso una sua idea che sta portando avanti da tempo: togliere le macchine davanti ai luoghi della musica, come davanti al Conservatorio e alla piazzetta dei Musei Civici, perchè Pesaro per il 150esimo di Rossini è una città sempre più internazionale ed è collegata con tutti i teatri del mondo dove si celebra il grande compositore. Vogliamo vivere di musica per tutto l’anno da qui a febbraio per il non compleanno di Rossini, con un realismo creativo.

A questo punto, Matteo Ricci ha illustrato il secondo progetto di Pesaro città della musica. Il finanziamenti per la ristrutturazione di Palazzo Ricci, attiguo al Consevatorio, per creare una cittadella della musica nella Città della Musica, Pesaro, così dichiarata dall’Unesco. Vi sarà, a tale proposito, un finanziamento di 3 milioni di euro.

Infine, un’ambizione che dovrebbe presto realizzarsi, il progetto del Museo Nazionale Rossiniano, che dovrebbe svilupparsi nel piano alto di Palazzo Antaldi, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e che avrà come collaboratore il prof. Sergio Ragni, per quanto riguarda le sezioni del materiale di archivio e documentaristico.

Tutto ciò favorirà, ha concluso Matteo Ricci, il turismo culturale, che già quest’anno è stato raccontato da artisti straordinari come Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo e presto il mito americano Patty Smith. Infine, il collegamento in rete fra le capitali della cultura italiana, Palermo, Matera e anche Pesaro. Una rete che renderà la nostra città sempre meno provinciale.

IL CONCERTO

 

CABARET ROSSINI per la regia di un giovane regista, il 90enne Filippo Crivelli e drammaturgia di Emilio Sala, è stato uno spettacolo a toni alternati. Se il progetto era l’ardua impresa di illustrare il periodo del silenzio parigino del grande compositore, e questa è riuscita in particolare per la bravura e professionalità di un grande pianista, Antonio Ballista, che è stato quasi sempre sulla scena interpretando le variazioni de Mi lagnerò tacendo, alcuni Péchés de Vieillesse e la famosa Tarantella e lsa celebre cabaletta dal TANCREDI “Di tanti palpiti”, che tutti noi ricordiamo nella meravigliosa interpretazione della Valentini Terrani in una vecchia edizione del Rof. Poi onestamente vi sono stati dei passaggi e delle pause disarticolati. Bene le interpretazioni dei cantanti, Anna Bonitatibus, Sofia Mchedlishvili, Daniele Antonangeli e Ruzil Gatin e un Massimo Ranieri approdato a questa esperienza lirica; ma poi le canzoni napoletane intepretante fra l’altro molto bene da Ranieri, cosa c’entravano in un contesto filologico-storico-narrativo? Anche le ambientazioni contemporary art di Carlo Cinque e gli interventi artistici di Ingrò e Trimani, pensiamo alle gigantesche formiche, che cosa volevano simboleggiare con l’agonia e le sofferenze di un grande e illustre malato, quale fu Rossini negli ultimi anni della sua vita parigina?

PAOLO MONTANARI

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