Una grande Lisette Oropesa esalta l’opera Adina al teatro Rossini. Attesa per il concerto

Dopo 15 anni torna al Rossini Opera Festival Adina, farsa in un atto di Gherardo Bevilacqua Aldobrandini, musica di Gioachino Rossini, edizione critica della Fondazione Rossini in collaborazione con Casa Ricordi a cura di Fabrizio Della Seta. La novità di questo ritorno musicale è legata in particolare a due figure femminili, la regista pesarese Rosetta Cucchi e la soprano Lisette Oropesa, al suo debutto al Rof con Adina e con un atteso concerto che si terrà martedì 14 agosto al teatro Rossini. L’opera ha avuto alla prima un buon successo, che ne riconosce anche da un punto di vista morale il valore. Adina fu composta durante l’estate a Bologna, da Rossini, nel 1818, su commissione di un ufficiale portoghese, e poi rappresentata per la prima volta al Teatro Sao Carlos di Lisbona, il 12 Giugno 1826. Uno spettacolo bello, fiabesco, ben interpretato dai cantanti, dal coro del Teatro della Fortuna di Fano, diretto da Mirca Rosciani e dall’Orchestra Sinfonica G.Rossin,i diretta da Diego Matheuz. La regista pesarese Rosetta Cucchi, un nome internazionale nella regia teatrale ha definito Adina, “un soggetto conosciuto nel teatro lirico, perchè l’Adina rossiniana vive tra spassosi equivoci e un velo di malinconia ed è impregnata di un fascinoso colore esotico, da cui il sottotitolo “Il Califfo di Bagdad” che ci riporta nel clima delle fiabe di Sherazade. Ma è una fiaba diversa, con un sguardo anglosassone, quindi distaccato, che nei primi anni del secolo passato amava immagini nell’esotico dei suoi domini con quel sapore un pò fantastico della Alice di Carroll tra oggetti giganteschi e piccoli pertugi che si aprono sui mondi nascosti” Rosetta Cucchi è stata molto brava nel fare questa scelta, lo specchio delle fiabe, da cui prende però solo una narrazione, che invade anche il boccascena e diviene dall’inizio alla fine dell’opera, oggetto da sogno che è anche sogno del soggetto della storia presente come un totem e che attende un matrimonio che rientra nel mondo degli equivoci rossiniani, con un esprit di aspettando Godot. Un meta teatro è stato realizzato da Rosetta Cucchi, un mondo onirico, anche un pò felliniano, nei simboli e nelle scomposizioni; nelle sorprese che non sono gag, ma emozioni immediate. E come vive il ruolo di Adina, Lisette Oropesa, la voce rivelazione di questa bella edizione del Rof 2018? Lisette Oropesa entra nel personaggio di Adina più come una Konstanze del Ratto del serraglio di Mozart che di Isabella dell’Italiana in Algeri. Adina è innamorata di un giovane uomo, Selimo, ben interpretato da Levy Sekgapane, che non ha più visto da molti anni. Quando i due si rincontrano pensano di fuggire ma vengono scoperti dal Califfo, il bravo Vito Priante. Tutto sembra andare per il peggio quando, alla fine, si scoprirà che il califfo è il padre di Adina. Opera a lieto fine, come è nello spirito rossiniano compreso il matrimonio. Il ruolo di Adina fu concepito da Rossini per mezzo soprano, ma ora, con delle dovute variazioni, il personaggo si è adattato molto bene alla Oropesa, che domani, Martedì 14 Agosto, al teatro Rossini, terrà un concerto molto atteso, in cui evidenzierà tutte le sue possibilità vocali, non soffermandosi solo nel belcanto rossiniano, ma anche in Mozart, Verdi, e l’opera francese di Meyerbeer e Bizet. Il programma raffinato, comprende fra l’altro anche Robert le Diable di Meyerbeer, che la Oropesa canterà il prossimo anno a Bruxelles, con la famosa cavatine d’Isabelle “Robert toi que ‘j’aime”, che costituisce lo snodo drammaturgico dell’opera. Un’aria lirica, che si discosta da arie di coloriture predilette dalla cantante, sia nel ruolo di Adina che nei brani rossiniani eseguiti nel concerto. Il programma prevede anche “Tu del mio Carlo al seno” dai Masnadieri di Verdi, scritto dal compositore di Busseto per Jeny Lind. In questo ruolo, la Oropesa ha sottolineato: ” il vero problema è trovare la ragione, le motivazioni per la coloratura; questo è il lavoro che il belcanto richiede e non serve solo a mostrare il virtuosismo di una voce leggera, ma anche la ricerca dei colori. La voce deve saper provare e trovare emozioni”. Dopo l’esperienza del Rof Lisette Oropesa avrà altri debutti italiani: a Verona nel Verdi Opera Night, alla Fenice di Venezia nella ripresa di Traviata di Robert Carsen e, infine, il Rigoletto all’Opera di Roma, diretto da Daniele Gatti.

PAOLO MONTANARI

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