Sta per calare il sipario di Macerata Opera Festival 2018 e già si pensa all’edizione 2019. Intervista con il direttore artistico Barbara Minghetti

Sta per calare il sipario sulla 54esima edizione del Macerata Opera Festival, con un boom di presenze e con il successo anche personale del direttore artistico del festival Barbara Minghetti, che ha indovinato la formula dei colori.

-Quest’anno verde speranza. E il prossimo anno?

“Per la 55esima edizione del Macerata Opera Festival 2019, il tema-simbolico sarà rosso desiderio, declinato nei temi della gelosia, del potere e della possessività, evocati rispettivamente da Carmen, Macbeth e Rigoletto, le tre opere in programma”.

-Ci può meglio illustrare questo interessante cartellone?

“La 55esima edizione si aprirà con una nuova produzione del capolavoro di Georges Bizet, Carmen che andrà in scena il 19 e 28 luglio e il 3 e 10 agosto. Il direttore musicale sarà Francesco Lanzillotta e la regia sarà affidata ad un giovane e bravo regista italiano, Jacopo Spirei. Completano il programma operistico due allestimenti di grande successo per due titoli capitali del catalogo di Giuseppe Verdi: Macbeth con la regia di Emma Dante, spettacolo vincitore dell’Herald Angel Award di Edimburgo nel 2017, coprodotto dall’Associazione Arena Sferisterio insieme al Teatro Massimo di Palermo e al Regio di Torino, che vedrà sul podio Francesco Ivan Ciampa (20-26 luglio, 4 agosto). Quindi l’acclamato Rigoletto andato in scena a Macerata nel 2015 con la regia di Federico Gazzini e la direzione di Giampaolo Bisanti (21 e 27 luglio, 2 e 9 agosto).

Nella Carmen completata da Bizet su libretto di Henri Meilac e Ludovic Halevy nel 1875, agisce un triangolo rosso di seduzione, amore e gelosia tra Carmen, Don Josè ed Escamillo che dapprima li avvicina mentre poi li divide, partendo dalla morte della protagonista in un estremo afflato di libertà e emancipazione. A muovere il quadro passionale una partitura indimenticabile nella quale spicca la ceberrima Habanera.

Nel Machbeth, libretto di Francesco Maria Piave nel 1847, la sete di potere tinge di rosso le vicende di cui sono protagonisti la crudele Lady Macbeth e l’inquieto protagonista eponimo in un aspetto stregonesco, dal quale uscirà vincitore Macduff, come la profezia iniziale aveva previsto. Nelle dense e raffinatissime partiture, non mancano i coinvolgenti momenti corali (Patria oppressa) e la commovente aria (Pietà, rispetto,amore).

Nel Rigoletto si assiste a un crescendo di violenza e smanie di possesso che vede il protagonista trasformarsi da fedele complice del Duca di Mantova, in suo acerrimo nemico dopo il rapimento di sua figlia Gilda, che tuttavia finirà per soccombere, tramutando l’effimera vendetta paterna in tragica disperazione. Fanno parte in quest’opera di Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave nel 1851, alcuni fra i motivi che sono divenuti quintessenza del melodramma italiano”.

A cura di PAOLO MONTANARI

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