Leggere, leggere….. riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

Siamo in clima rossiniano e anche ai nostri affezionati lettori diamo un suggerimento in merito.

LE PRIME DONNE DI ROSSINI (UTET EDITORE) è una preziosa opera promossa dal Rossini150, Comune di Pesaro, Rof e Fondazione Rossini, a cura del musicologo Paolo Fabbri. La figura femminile è sempre stata importante nella vita privata e musicale di Rossini. Ad iniziare dalla pesarese Anna Guidarini, cantante e probabilmente l’unica vera donna amata dal Nostro. Non solo perchè è stata la prima vera musa musicale di Rossini, ma anche per il grande legame affettivo. Ma vi sono state anche altre protagoniste nella vita del Cigno di Pesaro, da Isabella Colbran, prima moglie di Rossini, a Olimpye, che ebbe un ruolo importante anche da un punto di vista psicologico. Le cantanti hanno interpretato sulle scene le opere del genio pesarese. Vere e proprie dive dei teatri d’Opera, prime donne anche nei salotti, protagoniste indiscusse sui giornali delle pagine di critica musicale come quelle di cronaca mondana, queste famose cantanti sono state una componente fondamentale dei successi colti da Rossini. Il volumetto è riccamente illustrato anche preziose documentazioni.

Passiamo ad una saggistica intelligente che va dalla storia antica alle problematiche dei nostri giorni.

 

Silvia Panichi è l’autrice di ROMA ANTICA E LA NUOVA AMERICA – Come il mito di Lucrezia e l’idea della Repubblica varcarono l’Oceano (DONZELLI EDITORE).
Gli Stati Uniti d’America e Roma ANTICA: a primo acchito due mondi diversi e lontani, ma vicini nello spirito. E’ questa la sintetica riflessione di Silvia Panichi, antichista, specializzata nel trasferimento di modelli classici nell’arte moderna. Bisogna innazittutto sapere che i padri fondatori americani ebbero come modello i personaggi della Repubblica Romana. Il background da un punto di vista comunicativo fra le due sponde dell’Atlantico, furono i modelli classici e le storie come quella di Lucrezia. La Repubblica romana era nata dal giuramento pronunciato da alcuni nobili patrizi, di vendicare lo stupro da lei subito. Da qui una serie di rappresentazioni iconografiche che si svilupparono anche in America nel periodo della guerra d’indipendenza. La Panichi ci conduce in un viaggio fra arte, letteratura e cinema, alla scoperta di imprevedibili incroci di intellettuali, artisti e politici. Raccontare la classicità di Vittorio Alfieri in una situazione di comparazione con i nuovi eroi come George Washington, si rivela alla fine un tragitto breve e simbolico, solcato da programmi estetici e valori, saperi e modelli mutuati dal mondo antico.

“Raccontare il presente attraverso i miti del passato, sottolinea Silvia Panichi, ha aiutato la costruzione di una coscienza collettiva nel nascere delle democrazie occidentali. E se è vero che questi miti a tratti riaffiorano, anche in ambiti insospettabili come il cinema o canzoni, ciò avviene in maniera sporadica; da troppo tempo il dialogo con la classicità è stato interrotto e occorre riprenderlo”.

 

Rosario Romeo è l’autore di un saggio magistrale RICHELIEU, introduzione di Guido Pescosolido (DONZELLI EDITORE). E’ un volume prezioso che, dopo 50 anni, torna alla luce, perchè vuol far riflettere sulle origini dell’Europa moderna. Rosario Romeo è stato uno dei più importanti storici italiani, morto nel 1987. Fu allievo di Volpe, Chabod, Croce e Valeri. Tra le sue opere due saggi magistrali: IL RISORGIMENTO IN SICILIA e RISORGIMENTO E CAPITALISMO. Il saggio riproposto dopo tanti anni è la raccolta di tante dispense che il professor Romeo produsse per i suoi allievi all’Università di Roma. Si parla dell’ascesa dell’uomo politico più importane del Seicento: il cardinale Rchelieu. “E’ questa la fase, scrive nell’introduzione il Pescosolido, nella quale prendono forma e si consolidano le costanti della storia degli ordinamenti politici e degli equilibri di potenza in Europa, destinate a proiettarsi nei secoli successivi. Ancora nell’Ottocento, Cavour dovrà fare i conti con le onde lunghe di quelle vicende: l’assolutismo monarchico come forma di regime politico – istituzionale e gli equilibri di potenza incarnati dalla lotta fra Francia e Impero asburgico, in un quadro di frammentazione politico – militare delle altre due componenti europee, l’Italia e la Germania. Romeo, immerso nelle polemiche marxiste sull’interpretazione gramsciana del Risorgimento e sullo sviluppo capitalistico postunitario, si apre allora ad un nuovo orizzonte storiografico, senza trasbordare ad eccessi di specialismo.

ISRAELE – Sogno e realtà dello Stato ebraico (L’identità nazionale tra eccezione e normalità) di Michael Brenner (DONZELLI EDITORE) è un saggio che consiglierei a tutti coloro che si aprono alla storia contemporanea con un occhio anche alle vicende, principalmente, del Secolo Breve. Michael Brenner da questo punto di vista è una garanzia, in quanto professore di Storia e cultura ebraica presso la Ludwig-Maximilians – University di Monaco. Partendo dal fondatore dello stato israeliano nel 1897, Theodor Herzl, che propose una nuova società secolarizzata, dai tratti liberali, allo stesso tempo patria degli ebrei e non, i sionisti dell’Est europeo propugnarono la riproposizione della lingua ebraica e la creazione di una cultura ebraica, mentre gli ortodossi sognarono una società imperniata sulle leggi delle antiche Scritture. Dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale divenne realtà la fondazione di Israele, con uno stato che ne emerse fra mille difficoltà nel 1948. Nato dal genocidio, Israele fu concepito per essere un unicum, una società modello, la sede di un Medio Oriente in grado di aspirare a una nuova modernità, a un’inedita prosperità. Ma fin dal principio furono poste le basi di uno scontro destinato a durare ad oggi. Vi è nel popolo ebraico una contraddizione che convive: la normalità e l’eccezionalità, che lo caratterizza ancora oggi.

 

LA QUESTIONE ORIENTALE – I Balcani tra integrazione e sicurezza, a cura di Raffaella Coletti e prefazione di Piero Fassino (DONZELLI EDITORE). E’ un libro importante ed attuale perchè si lega alle prospettive di adesione all’Unione Europea dei paesi Balcani, che ne sono ancora esclusi e che vivono una fase di rilancio e rinnovamento dopo un lungo periodo di impasse. In realtà, fra illusioni e regressi nella regione dei Balcani si assiste a un graduale processo di involuzione democratica, con la diffusione di nazionalismi e tendenze autoritarie. La prospettiva europea è fondamentale per la democratizzazione di quel territorio. Il libro contiene la documentazione del processo di Berlino nel 2014, con l’allargamento dei Balcani occidentali attraverso una serie di incontri multilaterali. Il volume restituisce l’immagine di una regione complessa, alle prese con sfide vecchie e nuove, e mette in evidenza l’esistenza di processi e di attori che possono guidare la transizione dei paesi balcani.

 

PAOLO MONTANARI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...