E’ polemica anche sui social sull’iniziativa organizzata dalla Pro Loco di Candelara intitolata “Vampirismi”

PESARO – “Far rivivere il cimitero” è stata la nuova e discussa iniziativa organizzata dalla Pro Loco di Candelara, in collaborazione con Aspes spa. La seconda edizione della Notte Noir si è svolta giovedì 2 agosto, alle ore 21, presso il cimitero di Candelara. La prima edizione del 2017 era stata dedicata a conoscere la storia dell’arte funeraria, la seconda edizione, invece, ha trattato un tema monografico, nello specifico: “Vampirismi: la figura del Vampiro nei suoi multiformi aspetti. Dal folklore ad Edward Cullen”. L’appuntamento si è snodato in due momenti differenti. Nella prima parte i presenti sono stati accolti dalla dott.sa Valentina D’Aloia, che ha illustrato il concetto di città dei morti e come esso sia cambiato nel tempo. La foodblogger Elisa Prioli ha preparato, invece, un piccolo aperitivo di benvenuto. Infine, i visitatori sono stati accompagnati nella cappella del cimitero, dove era allestita una piccola istallazione pittorica degli artisti ravennati Anna Agati e Alessandro Lonzi. La seconda parte della serata è stata dedicata al vampirismo, relatori: lo psicoanalista-psicoterapeuta Piergiovanni Mazzoli, la psicologa Laura Brutti, la storica dell’arte Valentina D’Aloia e l’esperto cinematografico giornalista Luca Caprara. L’evento ha visto la partecipazione di circa 150 persone, alcune delle quali sono entrate all’interno del camposanto, servendosi del buffet allestito su un muretto, appoggiandosi alle tombe, e applaudendo per gli interventi dei relatori. Non contenti di questo, però, alcuni residenti, che hanno chiamato la polizia municipale, considerando il luogo assolutamente inappropriato. Non sono mancati nemmeno i commenti sui social, tra i quali quello di una mamma che ha perso recentemente un figlio. La signora ha indirizzato una lettera al Presidente dell’Aspes, Luca Pieri, scritta in questi toni: “Volevo solo ringraziarla per il profondo rammarico che mi ha procurato stasera, autorizzando un evento, a dir poco squallido, nel cimitero di Candelara. Forse inconsapevolmente, lei è riuscito a turbare la quiete di un luogo, scelto in quanto scenografia adatta per l’argomento trattato (il vampirismo), ma nonostante tutto, rimane sempre un luogo sacro. E non solo, ha offeso i nostri cari defunti con bivacchi, applausi, persone vestite indecorosamente e gente seduta e appoggiata sulle tombe senza nessun rispetto. E non solo, ha offeso anche noi, che nei nostri cuori portiamo eternamente dolore. Premetto, io lassù in quel cimitero ho mio figlio di solo 21anni che sta riposando”. Alla lettera sono seguite ulteriori polemiche di altrettanti cittadini giustamente contrariati per la location dell’evento.

 

Rosalba Angiuli

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