Un omaggio al grande studioso Lodovico Antonio Muratori, in un prezioso saggio. Intervista ai curatori

Erudito, storico e letterato, Lodovico Antonio Muratori (1672-1750) fu una delle figure più rappresentative del dibattito religioso settecentesco. Animato da una profonda tensione per la riforma della Chiesa, della cultura e delle istituzioni, Muratori rappresentò per molti esponenti della repubblica delle lettere un punto di riferimento e di confronto. Mario Rosa e Matteo Al Kalak hanno curato per Olschki editore , un prezioso volume dal titolo LODOVICO ANTONIO MURATORI RELIGIONE E POLITICA NEL SETTECENTO, cercando di rispondere attraverso una ricchissima documentazione, perchè Lodovico Antonio Muratori è ancora attuale. Abbiamo intervistato i curatori.

-Perchè le nuove generazioni, secondo il vostro giudizio, si devono avvicinare all’opera di un grande erudito come il Muratori?

” Noi abbiamo progettato una raccolta di saggi dedicati alla figura e al pensiero di Muratori, partendo da un interrogativo e sul significato che può rivestire oggi, in questa fase della ricerca storica e per le nuove generazioni, un ritorno sul percorso biografico e intellettuale del modenese. D’altra parte in questo ultimo trentennio vi sono state numerose pubblicazioni, atti delle giornate di studio su Muratori. Tutto ciò ha alimentato la Biblioteca dell’Edizione nazionale del carteggio, istituita come complemento della collana riservata alle lettere scritte e ricevute dal Muratori. Poi vi furono altre giornate di studio nel 1991, 1993 e 1995, dando luogo ad altrettante pubblicazioni. Insomma su Muratori si è parlato e scritto molto in questi anni ed è un pensatore attuale”.

-Sappiamo che però vi fu una battuta d’arresto tra il XX e XXI secolo sugli studi sul Muratori. Poi i segnali in controtendenza. E’ vero?

“Certamente, perchè vi sono stati nuovi studi del Centro muratoriano, che ha approfondito l’Edizione del carteggio. Il numero copioso di lettere e carte spedite a Modena ha suscitato domande e linee interpretative differenti rispetto al passato. Dalla corrispondenza di Muratori sono scaturite precisazioni e contestualizzazioni importanti per la genesi delle sue opere, per il complesso articolarsi del suo pensiero e gli sviluppi, spesso graduali, delle sue proposte di riforma religiosa, culturale e politica. Sono anche emerse tensioni fissate nelle missive e i retroscena di dispute che passarono attraverso il silenzio, le parole, affidate a questo o quello scritto. Ora con il volume edito da Olschki, pubblichiamo la raccolta di materiale che evidenzia come vi sia un rinnovato dinamismo degli studi muratoriani, che permette e permetterà di porre in dialogo diverse generazioni di studiosi su aspetti storico-religiosi, filologici, letterari, giuridici, filosofico-antropologici. Ma il pensiero di Muratori deve rendere viva una discussione vasta in un confronto allargato all’intera Europa. Dunque noi propendiamo a parlare di Sistema-Muratori, cioè alla rete di contatti, scambi e collaborazioni che il bibiliotecario degli Este seppe costruire in oltre mezzo secolo di attività. Ma è il binomio religione-politica, al centro della nostra ricerca. A questo proposito abbiamo scelto alcuni nodi all’interno dell’indagine. Un primo nodo è quello riguardante la liturgia e il testo sacro, che Muratori affrontò con le implicazioni più profonde, a partire dal problema che creò divisioni per l’Europa moderna, della relazione tra Dio e il credente, della necessità della mediazione, del rapporto fede-opere e dell’importanza per la fede, di una comprensione critica dei contenuti professati. Vanno citati i due contributi che aprono il volume riguardo alla liturgia e al culto, un percorso che va dalla Carità cristiana (1723) alla Regolata devozione (1747). Il Muratori da importanza alla liturgia in chiave anti protestante. Un altro contributo riguarda il rapporto e la lettura interpretativa della Scrittura nelle lingue in vernacolo. In questa riflessione sui temi religiosi nell’opera muratoriana, non manca uno sguardo ai tentativi di riabilitare autori che durante la Controriforma, erano stati esclusi o avevano una circolazione sotto traccia. E’ il caso del recupero da parte del Muratori, delle inquietudini religiose del XVI secolo, tra ortodossia ed eresia. Dunque un Muratori in evoluzione, capace di muoversi dal giovanile elogio dell’uniformità religiosa, a più tarde manifestazioni di apprezzamento verso autorevoli esponenti del mondo riformato. Tutto ciò portò fortuna a Muratori, soprattutto negli ambienti giansenisti, e la lezione del nostro ha prodotto effetti a distanza, in un processo di circolazione di idee”.

A cura di PAOLO MONTANARI

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