Fossombrone Teatro Festival / Brividi immorali

BRIVIDI IMMORALI

 

Laura Morante / voce recitante

Michela Munari / violoncello

 

 

Reading musicale tratto da Brividi immorali. Racconti e interludi di L. Morante

ideazione progetto a cura di Elena Marazzita

Produzione e distribuzione AidaStudio

 

Famiglie, coppie in crisi, omicidi e amici: storie di verità taciute che assumono, senza volerlo, le sembianze di una bugia. Tradimenti e paure alimentati da vecchi rancori o da accadimenti fortui-ti, fraintendimenti e rimpianti serbati per anni che arrivano improvvisi a scompaginare le carte, a scrivere da capo un inizio o una fine, mandando all’aria ogni morale. Irregolari e spiazzanti, quasi si muovessero al ritmo di un’improvvisazione jazz, diversissimi eppure legati nel profondo, i Racconti e interludi di Laura Morante si spalancano come finestre spazzate da venti umorali su un mondo di relazioni e affetti, attraversato da una quotidiana violenza, piccola o grande. Ma sopra ogni cosa, su queste donne inquiete, fragili, contradditorie, su questi uomini razionali e infantili, su bambini sognanti e feroci, su città familiari come case di campagna e case di campagna stermina-te come continenti da esplorare, veleggia un’esatta, implacabile ironia che, nel disordine degli elementi, scova una bellezza insensata: la melodia disarmonica, imprevedibile e trascinante su cui il destino ci invita a ballare.

 

LAURA MORANTE

Biografia

Laura Morante inizia la sua carriera da giovanissima, prima nella danza, con la compagnia di Patrizia Cerroni, poi in teatro con Carmelo Bene, al cinema con Giuseppe e Bernardo Bertolucci, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Gianni Amelio, Pupi Avati, Peter Del Monte.

Nel corso degli anni si cimenta con il cinema italiano e straniero, lavorando con autori di grande prestigio, come Monteiro, Malkovich, Tanner, Vecchiali e Resnais. Forte di premi e riconoscimenti per la sua carriera di attrice, nel 2012 esce Ciliegine, il suo primo film come regista (Globo d’oro come Regista rivelazione).

Nel 2016 firma la sua seconda regia con il film Assolo. Brividi immorali è il suo esordio letterario.

 

 

LAURA MORANTE

Intervista

 

  1. Una carriera da attrice solidissima e pluripremiata: come ha maturato la scelta di scrivere un libro?

“È stata una proposta che mi ha fatto Elisabetta Sgarbi, che conosco da molti anni e con la quale ho lavorato come attrice in alcuni suoi film: ci conosciamo da molto e lei, ogni tanto, tornava sull’argomento, era convinta che lo dovessi fare e forse ha capito che mi piaceva scrivere. A un certo punto, ho ceduto e le ho detto: ‘va bene, ci provo’”.

  1. Un padre scrittore e giornalista, una sorella e un fratello che scrivono, una zia Elsa Morante, che è stata tra le più importanti narratrici del secondo dopoguerra: scrivere era nel suo destino?

“Non so se chiamarlo destino. I libri sono stati il nutrimento della nostra famiglia, abbiamo cominciato tutti a leggere da piccoli. Per tutti noi, il rapporto con la scrittura, se non altro da fruitori, è nato precocemente”.

  1. La famiglia è molto centrale nella sua narrazione, lo è anche nel suo quotidiano?

“Siamo molti fratelli e sorelle, piuttosto uniti e legati tra noi. Mi sembra difficile pensare che la famiglia non abbia un ruolo centrale nella vita di qualcuno. L’incontro con la vita avviene proprio attraverso la famiglia”.

  1. I racconti e gli interludi presenti nel libro cosa hanno in comune?

“Lo lascio giudicare al lettore. Nel libro, l’idea era quella di alternare i racconti, che hanno una struttura narrativa, con delle brevi prose, che hanno una scrittura diversa, più musicale. Gli interludi sono come degli apologhi, delle favolette morali”.

  1. Quanto c’è di autobiografico in questo suo libro?

“Non in senso stretto. Pochi spunti, qua e là. L’unico racconto dove c’è un riferimento autobiografico un po’ più consistente è ‘1966’: la città è Grosseto negli anni Sessanta, ma la storia l’ho spostata nel tempo”.

  1. Per il suo recital ha scelto il racconto “Colpo di coda” e l’interludio “Tristezza per una zucchina”: cosa ha guidato questa scelta?

“Mi sembrano più fruibili per un pubblico che assiste a uno spettacolo. ‘Colpo di coda’ è elaborato con un linguaggio molto parlato, è scritto in prima persona e il protagonista è un ragazzo molto semplice della periferia romana, che parla un linguaggio estremamente diretto. E, volendo scegliere anche un interludio tra o sette del libro, ‘Tristezza per una zucchina’ è quello che ha una piccola struttura narrativa”.

  1. La musica ha un ruolo nello spettacolo e soprattutto nel suo libro…

“Per me, la scrittura è anche un’operazione un po’ musicale e in particolare gli interludi sono stati scritti con una prosa volutamente più musicale. Mi è venuto in mente di chiedere a Nicola Piovani, che è un amico e che ha musicato i due film che ho diretto, di scrivere dei pentagrammi per introdurre i testi del libro con un vero linguaggio musicale, che lui ha ideato in piena autonomia”.

  1. Sua figlia Eugenia ha deciso di fare l’attrice: una scelta condivisa? Quali sono stati o sono ancora oggi i suoi suggerimenti?

“Più che scelta condivisa, avevo paura che lei non facesse l’attrice perché questo è il mio lavoro. Le ho detto: ‘Fai quello che hai voglia di fare’. Senza nessun’altra considerazione. E oggi succede spesso che lei dia consigli a me e non il contrario”.

  1. Globo d’oro nel 2012 come regista rivelazione per “Ciliegine”, nel 2016 “Assolo”, la sua seconda regia: c’è spazio per una nuova esperienza da regista?

“Sì, certo: ho voglia di tornare dietro la macchina da presa, ma non so quando”.

  1. Recitare all’aperto, in una notte stellata: che sensazioni dà?

“D’estate faccio spesso delle letture all’aperto, ad esempio in varie occasioni mi è capitato di leggere ‘Il pranzo di Babette’: è un’esperienza molto suggestiva”.

 

 

MICHELA MUNARI

Biografia

 

Durante il percorso formativo vince concorsi e svolge un’intensa attività concertistica in tutta Italia ottenendo successi ed approvazioni da pubblico e critica. Dedicandosi in particolare alla musica da camera si inserisce in diverse formazioni tra cui Trio Animas e il The Quartetto Euphoria. Suona come primo violoncello e violoncello di fila in diverse orchestre Lirico-Sinfoniche in varie città. Ha all’attivo tre spettacoli, l’ultimo “Euphoria Show”.

Insieme al The Quartetto Euphoria: collabora dal 1999 al 2002 con la Banda Osiris partecipando allo spettacolo “Roll over Beethoven” e alla registrazione di colonne sonore di vari film come “L’Imbalsamatore” e “Primo amore” di Matteo Garrone; ha preso parte a numerosi festival nazionali ed internazionali di artisti di strada riscuotendo ampi successi di critica e di pubblico. Nell’ambito del grande evento dei Giochi Olimpici invernali di Torino e delle Paraolimpiadi svoltesi a Sestriere nel 2006, il The Quartetto Euphoria è stato scelto come gruppo musicale per l’accoglienza delle numerose delegazioni sportive.

Ha partecipato al talk-show Parla con me ideato e condotto da Serena Dandini su RAI 3 e al Festival di Cannes per la Film Commission Torino Piemonte.

Collabora infine con artisti di fama internazionale tra cui Stefano Bollani, il duo Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (concerto in beneficenza per Emergency), l’Orchestra di Piazza Vittorio diretta da Mario Tronco, musicista del gruppo Avion Travel, Ron, Skin.

Dal 2000 esercita come insegnante di violoncello e di propedeutica musicale in varie scuole di Arezzo e provincia. Dal 2008 con la collega Marna Fumarola tiene corsi di Musica-Movimento nelle scuole di musica e nei conservatori di varie città italiane, come “l’Istituto Peri” di Reggio Emilia o il Conservatorio di Genova.

 

Studio Mirò
Ufficio Stampa

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