Quando le barche avevano gli occhi (Porto di Pesaro)

Il buon marinaio nel proprio legno ha sempre visto qualcosa di vivente: giustificò l’esistenza degli occhi affermando che senza di essi la barca non vedeva e non avrebbe potuto evitare gli ostacoli marini, praticamente occhi che la potessero guidare lungo le giuste rotte. L’uso di questa particolare decorazione si perde nella notte dei tempi: nel Mediterraneo sia Fenici che Greci non mancavano mai di fregiare le loro prore con tali occhi grandi e misteriosi, detti anche occhi apotropaici (dal greco apotròpaios, derivato di apotròpein che significa allontanare), allontanare cioè gli influssi malefici.

MASSIMO MAGI

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