Leggere, leggere…. riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

Giorgio Maria Palma è uno scrittore, poeta e pittore pesarese d’adozione. Un artista poliedrico e serio in una ricerca artistica appassionata e senza confini. La sua pittura è di impronta espressionista e la sua poesia in una bella raccolta dal titolo L’UOMO CHE LEGGEVA NEGLI OCCHI…. Edizioni N.O.S.M. rappresenta una ricerca antropologica senza limiti temporali e spaziali. Così dice di sè l’artista: ” Vorrei essere ricordato e passare come poeta che, nei suoi versi si ribella all’ipocrisia e al perbenismo falso e vigliacco però poi la prendo con filosofia e vado oltre. E’ solo denuncia e testimonianza. Nella vita ci sono due scelte principali: o passare da bonaccione e lasciar perdere tutto, anche le cattiverie più feroci e disgustose; o ribellarsi e prendere delle contromisure più intelligenti ed efficaci e drastiche…ma senza violenza. Io ho scelto la seconda soluzione”. Nelle poesie di Giorgio Palma vi è un gran senso di umanità. Giorgio ha dovuto affrontare le sofferenze della vita, ma sempre con coraggio, affidandosi alla preghiera ed a quella forza interiore, che porta a diventare grandi. Passione e ragione appaiono, si nascondono e riappaiono nei suoi versi. Quello di Giorgio Palma è un viaggio che, come scrive il grande Jose Saramago, non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione’. Il viaggio continiua o riprende i sentieri esistenziali già percorsi: L’UOMO CHE LEGGEVA NEGLI OCCHI.
C’è una luce particolare/negli occhi di mistero. Ambigua,sincera, lontana o vicina;/
attenzione, parla l’anima più vera!/ Son attimi,momenti irripetibili è come brezza marina/che mi apre il pensiero all’aspetto più vero!. Lo riconosco subito/ se menti o se mi vuoi sfidare e giochi con i
Miei sentimenti! Oppure se rapisci il cuore con dei positivi proponimenti!. Guardo spesso negli occhi le persone, li leggo e studio/ per captare i segnali se son veramente speciali o se mi fan sentire più vicino a Dio!.

Monica Cioli è l’autrice di ANCHE NOI MACCHINE! Avanguardie artistiche e politica europea (1900-1930) Carocci Editore. Monica Cioli si occupa da anni del rapporto tra arte politica. Trai suoi lvori Il fascismo e la sua arte. Dottrina e istituzioni tra futurismo e Novecento, Arte e scienza internazionale. Il modernismo fascista negli anni Venti. Con questo saggio, la professoressa Cioli, ricostruisce il significato politico della macchina nelle avanguardie artistiche, oltre che le affinità e le divergenze dei loro discorsi, orientati alla rifondazione di una società e di un uomo completamente nuovi. Viene analizzata anche la razionalizzazione in Germania, Francia e Italia, la ricezione del taylorismo e del fordismo in questi paesi e nel discorso degli artisti. Viene presentata con molti chiarimenti l’estetica modernistica degli anni Venti e oltre come vera e propria elaborazione di un ordine nuovo, spesso sfociante in utopia.

I SILENZIOSI CIRCUITI DEL RICORDO – Etica, estetica e ideologia nella poesia di Giovanni Giudici è un bel saggio di Laura Neri (Carocci editore). Laura Neri insegna Critica e teoria della letteratura e Stilistica del testo all’Università degli studi di Milano. Giovanni Giudici è unanimemente considerato uno dei maggiori poeti del secondo Novecento italiano. Questo libro si propone di indagare il sduo itinerario poetico che, dagli anni del miracolo economico, giunge alle soglie del nuovo millennio, sperimentando una grande varietà di stili e di registri, e rappresentando in versi la complessità di una vicenda umana ed esistenziale, l’universo insondabile dell’eros, la disarmonia dei rapporti intersoggettivi, sullo sfondo di una dimensione storico-sociale in cui si riversano i sentimenti di colpa dell’individuo. Con la memoria si ripercorrono i labili indizi dell’esperienza. La tradizione poetica da Montale a Saba ormai è impraticabile, le tecniche, le regole, la deontologia della scrittura vengono sottoposte a un processo di revisione nel quale si traducono le antitesi e le contraddizioni di una modernità con la quale Giudici si pone in conflitto. Ne deriva un’idea di poesia che non è un impegno. come azione propositiva e la relega in condizione di marginalità

LETTERATURA -Teorie, metodi, strumenti è il poderoso saggio di Federico Bertoni (sez. Frecce Carocci editore). Federico Bertoni insegna Teoria della letteratura all’Università di Bolgona. Con questo libro Bertoni vuole sottolineare che la Letteratura non è morta. Ancor oggi resiste serenamente ai suoi presunti nemici, non lettori e civiltà delle immagini, rivoluzione digitale. La grande vitalità della letteratura fa risaltare la progressiva agonia degli studi letterari. Da qui occorre ripartire, traducendo lo smarrimento del presente in nuovo spirito critico consapevole che l’umanesimo è tramontato e che le vecchie categorie sono inservibili e bisogna pensarne delle nuove. Per farlo, questo libro si attesta su uno degli ultimi avamposti del pensiero illuminista, la teoria della letteratura: fa il punto su un antico sapere tramandato nei secoli e ne misura il valore oggettivo non sulla dottrina astratta dei manuali, ma sulle sfide concrete del mondo in cui viviamo. Che cosa significa studiare e insegnare letteratura oggi? L’auspicio è quello formulato da Italo Calvino: “l’unica cosa che vorrei insegnare è un modo di guardare, cioè di essere nel mondo”.

VOCI – Antropologia sonora del mondo antico di Maurizio Bettini (Carocci editore), è un interessantissimo saggio del grande studioso e docente dell’Università di Siena. La nostra vita è immersa nei suoni. Pensiamo quotidinamente alle sirene delle ambulanze, clacson delle automobili, lo squillo dei cellulari. La nostra vita, sottolinea Bettini si svolge in una fonosfera. Ma nell’antichità qual era la fonosfera? Vi erano sonorità che oggi sono andate perdute, come il colpo del martello o il cigolio dei carri. Poi vi erano le voci degli animali in parte anche esitnti. Per gli antichi queste voci predicevano il futuro e anunciavano le stagioni: mentre i canti degli uccelli, riprendevano gli antichi miti ed erano un ricco serbatoio sonoro. Questo libro è un viaggio attraverso voci mute per sempre. Voci di animali ma anche voci di uomini. Voci perse ma anche registrate e rintraccibili in testi remoti e spesso poco noti e che conservano un fascino di immagini e memorie .

PAOLO MONTANARI

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